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11.07.2018

Banchina di Torretta Cavillo blocca il rilancio

Una chiatta sul Canalbianco:  la banchina fluviale di Torretta è uno degli attracchi realizzati lungo l’idrovia che collega Mantova all’Adriatico
Una chiatta sul Canalbianco: la banchina fluviale di Torretta è uno degli attracchi realizzati lungo l’idrovia che collega Mantova all’Adriatico

Non decolla il progetto di rilancio della banchina fluviale di Torretta. Il Piano di assetto territoriale intercomunale (Pati), avviato nel 2010 dal Comune di Legnago assieme ai municipi rodigini di Castelnovo Bariano, Castelmassa, Melara e Bergantino per sviluppare l'attracco realizzato nel 2007 lungo il Canalbianco, è ancora fermo ai nastri di partenza. Tutto ciò, nonostante da oltre un anno le Giunte dei cinque centri confinanti abbiano sottoscritto l'accordo di co-pianificazione che consentirà di realizzare, sulla sponda legnaghese del canale, un'area logistica in adiacenza alla banchina ancor oggi inutilizzata, e, sulla riva di pertinenza di Castelnovo Bariano, una nuova zona produttiva. A mettere i bastoni tra le ruote a quello che sembrava un progetto pronto a concretizzarsi già nel 2017, tanto che era arrivato anche il via libera della Provincia di Rovigo, è stato un cavillo burocratico sollevato dall'amministrazione provinciale di Verona. I tecnici dei Palazzi Scaligeri, pertanto, hanno scritto al municipio legnaghese lamentando il fatto che il Pati in questione è in contrasto con il Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp), ovvero lo strumento urbanistico a livello intermedio tra la pianificazione regionale e quella comunale. In particolare, gli uffici della Provincia hanno evidenziato che nei documenti del Pati si parla «di valorizzazione delle attività turistiche e possibili utilizzi turistici del porto di Torretta». Ovvero un indirizzo che è in totale contrasto con le norme provinciali del Ptcp, che al contrario prescrivono al Comune di Legnago «di adottare misure di valorizzazione della banchina fluviale della frazione rispetto alla funzione di porto per le merci». Per i tecnici provinciali, in sostanza, la banchina fluviale deve rimanere un attracco mercantile e non deve diventare un approdo per i natanti da diporto. Da qui l'impossibilità, notificata attraverso una lettera spedita dagli stessi funzionari provinciali ai colleghi di Palazzo de' Stefani, di procedere con la firma dell'accordo di co-pianificazione del Pati. Con il risultato che il progetto di rilancio del porto fluviale della frazione, a distanza di 12 mesi, è nello stallo più completo. Dal canto loro, i tecnici municipali, che non sono stati più interpellati dalla Provincia dopo il primo avviso, dimostrano, carte alla mano, come alla base del contrasto con i Palazzi scaligeri ci sia con ogni probabilità un «qui pro quo». Difatti, il Pati indica sì un'area a vocazione turistica lungo il Canalbianco, ma da tutt'altra parte rispetto alla banchina destinata al traffico mercantile, ovvero nella zona accanto alla conca di navigazione, dove oggi esiste già un ristorante galleggiante sul corso d'acqua. Lo «stop» all'iter di approvazione del Pati, perciò, rischia di penalizzare ulteriormente sia il Comune di Legnago che quello confinante di Castelnuovo Bariano, capofila del progetto. Il sindaco del centro rodigino, Massimo Biancardi, evidenzia: «I cinque municipi sono tutti concordi su questo progetto, la Provincia di Rovigo anche, manca solo quella di Verona. Di tutto ciò dovrebbe interessarsi l'assessore all'Urbanistica di Legnago Claudio Marconi. Questo progetto è utile per lo sviluppo produttivo e turistico di Torretta. L'ideale sarebbe approvare il Pati entro la primavera del 2019, ovvero prima che le due amministrazioni, quella legnaghese e la nostra, finiscano il mandato». Poi conclude: «In momenti di crisi economica, questa perdita di tempo rischia di impedire nuovi insediamenti produttivi». Critiche sui ritardi nell'adozione del Pati sono state sollevate anche da Loris Bisighin, consigliere forzista di minoranza, nell'ultima seduta consiliare: «La maggioranza non crede in questo progetto, sul quale ha tirato il freno a mano. Il Comune deve invece sollecitare un incontro con la Provincia, affinché tenga conto delle previsioni urbanistiche locali su Torretta». «Siamo più che favorevoli al rilancio del porto fluviale di Torretta», replica Marconi, «pertanto parlerò con la Provincia affinché questa situazione venga sbloccata. Il nostro obiettivo è chiudere l'accordo entro fine anno». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabio Tomelleri
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