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27.10.2018

Attacco alle norme anti smog «Troppo restrittive per la città»

Legnago è città di passaggio e di servizi e il traffico è sempre sostenuto, così l’inquinamento
Legnago è città di passaggio e di servizi e il traffico è sempre sostenuto, così l’inquinamento

Fabio Temelleri «L’ordinanza antismog va revocata perché penalizza cittadini, aziende e commercianti del centro». Il centrodestra di Legnago alza le barricate contro il provvedimento «salva-ambiente» varato dal sindaco Clara Scapin ed entrato in vigore lo scorso primo ottobre. A scatenare le ire di una parte dell’opposizione, che ha chiesto la convocazione urgente del Consiglio comunale - che si terrà probabilmente il 12 novembre - sono i divieti applicati da Palazzo de’ Stefani ai veicoli più vecchi. I consiglieri Loris Bisighin di FI-Ucl Lega Nord e Roberto Danieli di «Centrodestra Legnago» contestano infatti il blocco, valido dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30, di tutti i mezzi a benzina e diesel più inquinanti, esteso da quest’anno, come peraltro hanno già fatto i Comuni di Verona e Villafranca, anche ai veicoli a gasolio dotati di omologazione Euro 3. Legnago è l’unico Comune della Bassa che ha applicato l’ordinanza nella versione «più restrittiva» nonostante la sua popolazione sia inferiore ai 30mila abitanti. Gli uffici municipali hanno calcolato che tale provvedimento interessa 4.648 auto su un totale di 19.803 normalmente circolanti in città, cioé il 23 per cento circa. Bisighin e Danieli evidenziano: «L’adesione agli adempimenti derivanti dall’accordi di Bacino padano sulle misure per il contenimento dell’inquinamento atmosferico per la stagione autunnale ed invernale 2018/’19, non è obbligatoria per Comuni, come Legnago, che hanno meno di 30mila abitanti». Per questo, attraverso una mozione che verrà discussa in assemblea, i due consiglieri chiedono a Scapin «l’immediato annullamento dell’ordinanza e, nel contempo, di valutare in opportune commissioni interventi per contenere l’inquinamento che siano adeguati al nostro territorio ed ai nostri concittadini». «Non si può pretendere», aggiunge Bisighin, «che le famiglie, da un giorno all’altro, sostituiscano l’auto o l’impianto di riscaldamento. La pianificazione anti-smog andava concordata con le minoranze. Non è una questione politica, bensì di buon senso, poiché i legnaghesi, circolando anche con i mezzi Euro 3, sono esposti alle sanzioni del codice della strada». Il consigliere forzista rimarca: «Eppure la questione poteva essere discussa già due mesi fa, quando è stata convocata la commissione sul Piano d’azione per l’energia sostenibile (Paes). Allora, però, il sindaco non aveva presenziato, delegando il vicesindaco Claudio Marconi». Bisighin non si accontenta nemmeno delle deroghe, ben 36, che accompagnano l’ordinanza. «Per programmazioni di questo tipo deve esserci l’accordo con gli altri Comuni del territorio. Dal blocco sono esclusi alcuni "corridoi viabilistici" in città che, tuttavia, non garantiscono a molti automobilisti di raggiungere le vie del centro, scoraggiando i potenziali clienti dei paesi vicini a recarsi nei negozi della città, con danni a livello economico». Dal canto suo, il sindaco rispedisce al mittente la richiesta di ritirare l’ordinanza. «Da sindaco», ribatte Scapin, «guardo prima di tutto alla salute dei cittadini. L’anno scorso la centralina dell’Arpav a Casette ha misurato ben 75 giorni di superamento delle concentrazioni di polveri sottili nell’aria, ben oltre quindi il limite di 35 giornate stabilito per legge. È vero che Legnago non supera i 30mila abitanti, tuttavia è una città di servizi ed è interessata da un flusso di traffico superiore a quello generato dai soli abitanti della città». Quindi Scapin conclude: «Si tratta di sensibilizzare la popolazione su una tematica importante: l’inquinamento atmosferico. I lavoratori, inoltre, possono usufruire di deroghe, assieme a tante altre categorie di residenti, senza dimenticare che si può ricorrere al car-pooling, alla condivisione di un viaggio in macchina tra più persone». •

Fabio Temelleri
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