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10.04.2018

Assunti in un anno 17.385 lavoratori Si esce dal tunnel

Il settore dell’industria ha garantito nuovi posti di lavoro
Il settore dell’industria ha garantito nuovi posti di lavoro

Occupazione in crescita a Legnago e nella Bassa. Secondo gli ultimi dati elaborati da Veneto Lavoro, ente della Regione che si occupa di programmare, gestire e valutare le politiche occupazionali, nel 2017, in città e negli altri 15 Comuni del comprensorio che fa capo al centro per l'impiego di via Matteotti, si sono registrate 17.385 assunzioni. Ovvero 1.725 in più rispetto alle 15.660 del 2016. Anche il saldo occupazionale, ossia la differenza tra nuovi contratti e rapporti di lavoro cessati per scadenza naturale, pensionamenti, dimissioni o licenziamenti è stata positiva: gli assunti hanno superato di 1.020 unità i lavoratori che hanno lasciato il posto. Tra i contratti sottoscritti nel 2017, a fare la parte del leone sono i rapporti a tempo determinato, ben 10.425, contro i 1.680 a tempo indeterminato. Tra i settori dove si è assunto di più primeggia quello dei servizi, con 7.115 nuovi contratti attivati. In questo comparto, dunque, sono stati creati, in un anno, 775 nuovi posti di lavoro. A seguire c'è il settore dall'industria, con 5.645 assunti e 170 posizioni in più, mentre l'agricoltura ha registrato 4.630 attivazioni, con una differenza positiva di 75 assunzioni rispetto alle cessazioni. L'analisi delle varie tipologie di attività, poi, evidenzia come tra i settori che hanno riscontrato maggiori assunzioni figura quello del trasporto merci su strada, che ha fatto rilevare il 194 per cento in più di assunti, arrivando a quota 655, seguito da quello delle attività di supporto alla produzione vegetale, con un incremento del 93 per cento di contratti, giunti in totale a 675. Tra i lavoratori assunti primeggiano gli uomini, che sono stati 10.555, rispetto alle 6.830 donne. Riguardo al rapporto tra italiani e stranieri, i primi sono 10.950 mentre i secondi si fermano a 6.435. Per quel che concerne i 16 Comuni del comprensorio, a guidare la classifica c'è Legnago, dove, nell'ultimo anno, le assunzioni sono salite da 4.760 a 5.485. A seguire ci sono Cerea, con 3.230 assunzioni, e Gazzo con 1.230. In merito al saldo tra nuovi contratti e rapporti di lavoro conclusi, Legnago guida la classifica con 365 posti in più, seguita da Angiari (+ 285), Roverchiara (+95), Villa Bartolomea (+95), Minerbe (+80), Gazzo (+55), Bevilacqua (+50), Cerea (+25), Castagnaro (+15) e San Pietro di Morubio (+5). Quattro Comuni, invece, hanno registrato una differenza negativa tra assunzioni e cessazioni: Casaleone (-30), Bonavigo (-15), Concamarise (-10) e Terrazzo (-5). L'ente regionale, poi, ha calcolato che, dal 2008 al 2017, nell'intero comprensorio sono state assunte 143.990 persone: 2.180 in più rispetto a quelle che hanno smesso di lavorare. Pure in questo caso i contratti a tempo determinato sono stati la stragrande maggioranza, ben 87.970, mentre quelli senza una scadenza definitiva sono stati 19.060. Nell'arco del decennio, inoltre, il settore che è cresciuto maggiormente è stato quello dei servizi, con 3.085 posti di lavoro in più, seguito dal comparto agricolo, lievitato di 390 contratti. Nell'industria, invece, ne sono stati persi ben 1.295. Tra i centri che hanno registrato una crescita positiva, nei 10 anni, primeggia ancora Legnago, con 1.525 nuovi lavoratori. Fanalino di coda, invece, Bonavigo e Casaleone, che hanno registrato, ciascuno, 60 posti in meno. Sui progetti di Palazzo de' Stefani legati al sostegno del lavoro, Gianfranco Falduto, consigliere delegato alle Politiche occupazionali, nell’ultimo Consiglio ha evidenziato: «Per quest'anno puntiamo ad avviare altri progetti di inserimento. Per esempio, parteciperemo al nuovo bando regionale per Azioni integrate di coesione territoriale (Aict), volto alla reintroduzione di soggetti svantaggiati nel mercato del lavoro». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabio Tomelleri
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