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09.09.2018

«Anatomia patologica deve restare a Legnago»

L’ospedale di Legnago che ospita il  servizio di Anatomia patologica
L’ospedale di Legnago che ospita il servizio di Anatomia patologica

I sindaci della Bassa si schierano per mantenere l'Anatomia patologica all'ospedale di Legnago. Tra i primi cittadini dei 25 Comuni dell'ex Ulss 21, ora riuniti nel distretto 3 dell'Ulss 9 Scaligera, è sempre più alto il timore che personale e strumentazione del servizio, collocato al settimo piano del blocco nord del «Mater salutis», possano traslocare al «Fracastoro» di San Bonifacio. Tutto ciò, prima dell'approvazione delle nuove schede ospedaliere da parte di Venezia. Per questo motivo, nell'ultima riunione del comitato dei sindaci della Bassa, che si è svolta nella sede amministrativa dell'Azienda sanitaria, gli stessi primi cittadini hanno votato all'unanimità un documento «salva-anatomia patologica» che sarà spedito al governatore veneto Luca Zaia, all'assessore regionale alla Sanità Luca Coletto, al dg dell'Ulss 9 Pietro Girardi e ai sindacati. Nella missiva, firmata dal presidente del comitato Flavio Pasini, sindaco di Nogara, gli amministratori ritengono «che sia necessario almeno mantenere in sede a Legnago l'unità operativa semplice dipartimentale del servizio, anche se ci sarebbero addirittura i margini per attivare al Mater salutis una seconda Anatomia patologica autonoma per gli ospedali pubblici dell'Ulss 9». Pertanto, gli stessi sindaci hanno chiesto un incontro urgente, a Legnago, con Coletto, Girardi, personale medico e tecnico del reparto in questione ed i sindacati. I primi cittadini scrivono: «Non riteniamo che la ventilata ipotesi di trasferimento del personale e di tutta la strumentazione dall'ospedale di Legnago a quello di San Bonifacio, garantendo solo la sola presenza di un tecnico e di un medico in caso di interventi programmati, possa portare a risparmi economici e al miglioramento del servizio». «Anzi», aggiungono, «sono facilmente ipotizzabili, oltre ai maggiori costi per l'adeguamento del Fracastoro, soprattutto i rischi e le spese per il trasferimento dei materiali bioptici per tutta la provincia. Con l'inevitabile allungamento dei tempi di attesa per i referti e le terapie». «Non vogliamo accusare nessuno», precisa Pasini, «bensì vogliamo difendere un servizio particolarmente utile per il territorio, data l'importante attività di tipo oncologico svolta dal polo della Bassa. Purtroppo i nostri ospedali pubblici rischiano costantemente la concorrenza del privato». «Nonostante le rassicurazioni ricevute dal dg dell'Ulss 9 Girardi», rimarca Clara Scapin, sindaco di Legnago, «ci sono comunicazioni interne all'Azienda che ci hanno messo in allarme riguardo il possibile trasferimento a San Bonifacio. Oltre che antieconomico, verrebbe penalizzata l'efficienza del servizio». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabio Tomelleri
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