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22.06.2018

«Alice eri la nostra farfalla, ora vola in cielo dove troverai mamma e papà»

Chiesa gremita per il funerale di Alice Signorini DIENNEFOTOIl sorriso di Alice
Chiesa gremita per il funerale di Alice Signorini DIENNEFOTOIl sorriso di Alice

«Alice, eri la nostra farfalla. Ora spiega le tue ali verso il cielo, dove di attendono papà Paolo e mamma Angelica». Così don Nicola Albertin, parroco di Bergantino (Rovigo), ieri pomeriggio nella chiesa del piccolo centro di sinistra Po, ha dato l’ultimo saluto alla 26enne, bancaria, Alice Signorini, trovata morta il 13 giugno nella sua abitazione di via Matteotti, a Legnago. La giovane, rimasta nel giro di pochi anni orfana del papà Paolo e della mamma Angelica Vicentini, quest’ultima originaria di Bovolone, soffriva da sei anni di anoressia. Proprio le complicanze di questa patologia, secondo gli accertamenti compiuti sulla salma della giovane, l’avrebbero condotta alla morte. Alla malattia di cui soffriva la nipote ha fatto cenno, alla fine della messa svoltasi alla presenza di oltre 300 persone nel paese rodigino dove la giovane è cresciuta, la zia Donatella Signorini. «Mi rivolgo ai giovani», ha detto la zia, «affinché non lascino che qualche chilo di troppo rovini loro la vita, come invece è stato per Alice. Ora sono certa che Dio coltiverà in paradiso Alice come il fiore più bello del suo giardino». Il legame e l’impegno della 26enne nella sua comunità d’origine sono stati rimarcati da don Albertin, davanti alla bara bianca: «I ragazzi del Grest, stamattina, hanno voluto dedicare una preghiera e dei fiori ad Alice. Lei stessa, prima di morire, ha voluto pensare ai bambini di Bergantino. Nelle sue ultime volontà Alice ha stabilito che le offerte della sua cerimonia funebre siano destinate ad acquistare una giostrina per i piccoli del circolo Noi». Il parroco ha ricordato il legame che stringeva la giovane ai genitori. «Se papà Paolo era un attore della vita», ha evidenziato il sacerdote, «mamma Angelica era una discreta regista che operava dietro le quinte. E Alice era la sintesi di queste due stupende persone». Don Albertin ha sottolineato: «Alice ha vissuto una vita breve ma intensa. Come le farfalle che vivono soltanto per pochi giorni. Voglio pensare che questa farfalla ora stia volando libera, sostenuta da quel vento che è il soffio di Dio. Nonostante le vicende tragiche che l’avevano toccata, era proprio Alice a rincuorare parenti e amici nei momenti di difficoltà. Era solare e propositiva, pensava a moltissimi progetti». Al termine della cerimonia, che si è conclusa con un lungo applauso, molte amiche della 26enne si sono avvicendate al microfono. «Cara Alice», ha sottolineato una di loro, «sono ancora qui ad attendere i tuoi messaggi lunghissimi che mi inviavi sul telefonino. Rileggendoli mi sembra quasi di vederti, mentre gesticoli e spieghi le cose con la tua voce squillante. Ricordo che una volta, tornata da un viaggio in America, mi avevi accolto con un cartello con la scritta: Ora non mi scappi più. E invece sei tu che sei scappata per sempre». Quindi ha aggiunto: «Ho un rammarico, quello di non averti potuto aiutare con il tuo problema, nella lotta contro quelli che definivi i tuoi demoni». Paolo Cecco, cugino della ragazza e vicerettore dell’Università del tempo libero di Legnago, ha detto: «Il brevissimo percorso terrestre di Alice è stato di un’intensità unica. Ti ringrazio stella per aver vissuto la vita sempre a testa alta. Nell’angosciante partita a scacchi con il destino ne sei uscita sconfitta solo in parte». Un messaggio di cordoglio ai familiari è arrivato anche da Giovanni Rizzati, sindaco di Bergantino. Al termine il feretro di Alice è stato portato a Bovolone, dove è stato sepolto accanto alla mamma Angelica. •

Fabio Tomelleri
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