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23.10.2018

A San Vito ora c’è via «Ideo Pantaleoni»

Intitolazione della via a Pantaleoni DIENNEFOTO
Intitolazione della via a Pantaleoni DIENNEFOTO

Legnago riscopre uno dei padri dell’astrattismo italiano. È stata dedicata a Ideo Pantaleoni, l’artista nato in città il 12 ottobre 1904 e morto a Milano il giorno di Natale 1993, la strada che servirà l’area residenziale di San Vito. Il taglio del nastro e lo scoprimento della targa dedicata al pittore e scultore trasferitosi a Milano nel 1923, si sono svolti sabato. A tenere a battesimo la nuova via - a pochi metri dal collegamento stradale dedicato all’ex magistrato Pier Renato Casorati (morto nel 1966) – sono intervenuti, accanto all’assessore alla Cultura Silvia Baraldi, Paolo Berra e Giorgio Ferrarin. Berra, vicino di casa a Milano di Pantaleoni, è il custode della sua eredità artistica, essendo il fondatore dell’ archivio Ideo Pantaleoni di Como. Ferrarin, invece, è il titolare dell’omonima galleria d’arte cittadina che l’11 ottobre 2014 ha ospitato una mostra dedicata alle opere di Pantaloni. Alla cerimonia erano presenti, con le loro insegnanti, gli alunni delle elementari della frazione, don Nicola Bellinazzo e i consiglieri comunali Giorgio Colturato e Diego Porfido. «Il mio primo incontro con Pantaleoni», ha detto Berra, «è avvenuto quando avevo sei anni. L’artista aveva lo studio a Milano, zona piazzale Loreto e, mentre giocavo, tirai per sbaglio una pallonata nel laboratorio di Ideo. Pantaleoni poco dopo uscì sgridandomi. Da quell’incontro casuale, tuttavia, nacque un legame di amicizia profondo. Negli anni successivi, difatti, seguii la carriera artistica del pittore scultore fino a quando, 25 anni fa, prima di morire, Pantaleoni diede disposizioni alla moglie Bianca Magri di lasciare il suo patrimonio artistico in custodia al sottoscritto». La vita di Pantaleoni è stata molto intesa. A Milano, dopo il ’23, entrò in contatto con artisti del calibro di Filippo De Pisis, Carlo Carrà e Mario Sironi, dai quali apprese «il mestiere artistico». Quindi, nel 1948, Pantaleoni fu a Parigi, città in cui abbandonò lo stile figurativo per avvicinarsi all’astrazione. Tornò a Milano ed entrò nel Movimento Arte Concreta (Mac). «Siamo orgogliosi», ha sottolineato l’assessore Baraldi, «di poter dedicare una via a questo nostro importante concittadino del passato. La presenza dei bambini della parrocchia e della scuola, che hanno preparato alcuni elaborati, sottolinea l’importanza di far conoscere anche ai più giovani questa importante figura di artista». •

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