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19.11.2018

La discarica di Torretta sorvegliata speciale

La discarica di Torretta di Legnago
La discarica di Torretta di Legnago

La discarica di Torretta di Legnago, dal 1° gennaio, non accetterà più i rifiuti ingombranti provenienti dal Comune di Verona e dal Bacino Verona Nord, ente a cui a cui fanno riferimento 58 municipi. Tutto ciò per continuare a consentire ai 39 Comuni della Bassa che fanno capo all’ente di bacino Verona Sud di poter continuare a smaltire i propri ingombranti. Così ha deciso Lese, la partecipata del Comune di Legnago, guidata dal presidente Pietro Zanetti. Come abbiamo scritto nei giorni scorsi, infatti, a causa dell’impennata di rifiuti, l’impianto sta accorciando la sua vita residua, destinata a concludersi entro il 2021. Ma c’è un altro aspetto che preoccupa: ambientalisti e Comuni confinanti puntano l’occhio sulle acque di falda e dei canali che circondano la discarica. La presenza di concentrazioni elevate di ferro, arsenico e manganese nelle riserve idriche sotterranee dell’area del sito di stoccaggio dei rifiuti è al centro delle proteste che, da alcuni anni, accomunano i comitati ambientalisti, in testa il gruppo Terre nostre Torretta, ed alcune amministrazioni comunali confinanti con il sito legnaghese. A cominciare dal municipio di Castelnovo Bariano (Rovigo), il cui sindaco Massimo Biancardi, lo scorso anno, ha presentato alla Procura di Verona un esposto per mettere i sigilli all’ impianto. Tale istanza, dopo un’iniziale richiesta di archiviazione, è stata ripresa in considerazione il mese scorso dalla magistratura che ha deciso di effettuare alcune indagini ulteriori. Lo scorso ottobre, durante un convegno organizzato da vari gruppi ambientalisti a Bergantino (Rovigo), Marina Lecis, consulente tecnico ambientale, aveva posto l’attenzione sulle concentrazioni elevate di materiali nocivi per l’uomo nelle falde sotterranee. Di fronte all’allarme lanciato dagli ecologisti, il Comune di Legnago ha gettato acqua sul fuoco, confidando sia sulle precauzioni prese di volta in volta da Lese che sul sistema di analisi periodiche che vengono eseguite da una società indipendente sul sito di Torretta, sfruttando la rete di monitoraggi costituita da 36 pozzi posizionati a monte, in mezzo e a valle della discarica. Tenendo conto, inoltre, che materiali, come ferro e arsenico, sono presenti naturalmente nel suolo del territorio. Le verifiche compiute a luglio, secondo la documentazione diffusa dal Comune sul proprio sito, hanno evidenziato superamenti dei parametri di legge per solfati, arsenico, ferro e manganese, tutto ciò ha riguardato sia i pozzi a monte che a valle della discarica, oltre a piezometri intermedi. La situazione, tuttavia, è sotto controllo, visto che nella stessa relazione, gli esperti ambientali evidenziano: «I superamenti sono gli stessi della precedente campagna di maggio 2018». •

F.T.
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