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05.03.2018

«Futuro sindaco? Intanto penso a fare la nonna»

Marisa Rettore, vicesindaco di Veronella FOTO DIENNE
Marisa Rettore, vicesindaco di Veronella FOTO DIENNE

Marisa Rettore: la prima e unica donna di Veronella nominata, nel 2014, vicesindaco. «Ottavia Fontana: la prima e unica donna di Veronella nominata, nel 1946, sindaco». Nominata, giustamente. Al tempo, il sindaco era scelto dal Consiglio comunale anziché dalla popolazione che, comunque, eleggeva gli altri amministratori. «Fontana fu votata all’unanimità dopo le dimissioni dell’ex sindaco Francesco Bovolin». Rettore? «Fui la più votata del paese». Anche nel 2009. «Feci l’assessore. E feci esperienza». Il vicesindaco, invece, è scelto dal sindaco. «Metto testa, cuore e tempo». Fontana fu anche la prima, ma non sarebbe stata l’unica, del Veneto. «Una delle dieci donne sindaco in Italia. Le prime elezioni amministrative dopo il fascismo precedettero il referendum per la repubblica o la monarchia. Le donne furono determinanti». Sinda-ca, recita, però, la targa della presidenza del Consiglio dei ministri all’ingresso del municipio in omaggio alle donne che, nel 1946, ebbero per la prima volta diritto di voto. «Sinda-co: uomo o donna che sia. Il genere è neutro, perché è istituzionale». Chissà Fontana che voto ci darebbe in grammatica. Era una maestra. «Quando ero un’imprenditri-ce, avevo del-le dipendenti». Compreso, vicesinda-co: avete l’età media più bassa nel Veronese: 40 anni. In Veneto, 45 anni. «Siamo sulla superstrada tra San Bonifacio e Cologna Veneta. Dove ci sono aziende, incluse le nostre, c’è anche vitalità». Anche troppa. «Vanno e vengono 200 persone l’anno. Una ventina si trattiene, da aggiungere ai neonati». Già, siete tra i più prolifici: quattordici bambini ogni mille abitanti. In Veneto, otto bambini, l’anno. «Le scuole, sebbene private, sono convenzionate con l’ente pubblico: 130 iscritti alle materne; 18, all’asilo nido che, oggi, è al completo, perché anche le mamme hanno trovato un lavoro con cui pagare le rette. Talvolta, gli iscritti erano nove». C’è bisogno di un’altra nursery? «No. Qualche genitore accompagna i figli negli asili nido di altri Comuni perché sono più vicini ai nonni - che agevolano entrate e uscite - sempre che questi ultimi siano in pensione». Sempre che i papà abbiano ancora un mestiere. «Anche se la disoccupazione nel nostro territorio è contenuta, partecipiamo alle molteplici iniziative a sostegno dei redditi, Chi ha perso il posto, abita a Veronella, ma era impiegato in un altro Comune». Perché, oltre alla sua ditta tessile, ha amministrato il Comune? «Non mi bastava più ricambiare la comunità con gli stipendi, intendevo darmi maggiormente daffare, soprattutto a favore di bambini e anziani». Se ci sono famiglie, ci sono case. «I prezzi di villette e appartamenti sono inferiori del 10, anche del 20 per cento, rispetto al circondario». Diversamente da altri Comuni, le gru non sono mai state smontate. «Quando sono diminuite le nuove costruzioni, sono aumentate le ristrutturazioni e gli ampliamenti dei vecchi edifici: una sessantina l’anno. Finchè si è ricominciato a fabbricare: una trentina di immobili, sempre l’anno. Nel capoluogo, verso la superstrada; a San Gregorio, a ridosso della superstrada. A San Gregorio ci sono 3.700 dei 5.100 residenti. Miega, l’altra frazione, è distante otto chilometri dalla superstrada». Si sarà consultata con gli addetti, ma non c’è stata domanda a cui non abbia risposto, fino ad ora. Quindi: Rettore, sinda-co? «Incrociandomi, per strada o in piazza, mi dicono: Marisa, sindaco!». Tra l’altro, Michele Garzon non potrà ricandidarsi per il terzo mandato consecutivo perché Veronella ha più di tremila cittadini. «All’interno di un’azienda, sostituisci il pezzo di un macchinario da un giorno all’altro; negli uffici comunali, aggiusti un telefono dopo settimane. Il cantiere del ponte sul canale Zerpano è stato avviato quattro anni dopo la chiusura al traffico. Autorizzazioni, finanziamenti extracomunali». Allora: Marisa, sindaco? «Dopo 42 anni nelle fabbriche e 15 anni in municipio, perché nel 1996 fui consigliere di minoranza, farei la nonna, perché sono una nonna». Sindaco: sì o no? «Né sì, né no». Il vicesindaco non è il sindaco. È Garzon a firmare i documenti. «Ci sono troppe norme e troppe interpretazioni delle norme. Troppe responsabilità». Eppure, Rettore era imprenditri-ce. «Prendevo io le decisioni». Rettore è vicesinda-co. «Sono condizionata dalla burocrazia». Rettore potrebbe essere sinda-co. «Condividerei le decisioni. Garzon fa altrettanto». Insomma, meglio essere nonna. «Sono anche moglie». Disperata? «Affaccendata. Ho organizzato le prossime lezioni dell’ Università del tempo libero». Cioè: della terza età. «Gli studenti non sono tutti anziani». È l’imprenditrice che predispone e riordina, che arriva per prima e che parte per ultima. Quando Rettore, portando il Tricolore, si è immedesimata in Garzon? «Alla commemorazione dei caduti. Mi è venuto in mente mio nonno che tornò a casa dal fronte, affidandomi un po’ d’Italia, nella Prima Guerra mondiale». Non c’è un vicesindaco che sia distaccato dal Tricolore. «Sono le 13. Mio nipote sta tornando a casa da scuola». Anche stavolta hanno affidato a Rettore un po’ di Veronella. La nonna è sempre in guerra. •

Stefano Caniato
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