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15.12.2017

Unione a corto di vigili Attività e servizi ridotti

Il comando della polizia locale dell’Unione Adige Guà
Il comando della polizia locale dell’Unione Adige Guà

Paola Bosaro L’Unione, rimasta a corto di vigili urbani, si prepara ad un anno di passione. Il Comune di Cologna non è ancora ufficialmente uscito e iniziano già le difficoltà per l’ente a cinque membri dell’Adige Guà. Con il pensionamento dell’agente Claudio Fabris, meglio conosciuto come «Bio», e il ricorso alla mobilità di ben quattro agenti fra ottobre e fine dicembre, il servizio di polizia locale sta per essere fortemente ridimensionato. A partire dal prossimo gennaio, infatti, il comando dell’Unione Adige Guà sarà formato soltanto da tre persone rispetto alle otto iniziali, comandante compreso, pur servendo ancora un territorio piuttosto vasto (111 kmq) e 22.600 abitanti. È iniziato dunque lo smantellamento del comando di via Rinascimento, cresciuto negli anni e ammodernatosi fino a diventare uno dei più attrezzati del Veneto. Basti pensare che nella provincia di Verona l’attività di fotosegnalamento, su autorizzazione del ministero dell’Interno, è presente solo in città e nell’Unione Adige Guà. L’anno scorso è stato rinnovato il parco auto, mentre il sistema di videosorveglianza è in fase di ampliamento e miglioramento, con l’aggiunta di 12 telecamere alle 22 già presenti nel territorio, alcune delle quali utili anche per la lettura delle targhe. Ma ormai le novità tecnologiche sono passate in secondo piano. Chi manca davvero è il personale. Lo si è visto nei giorni scorsi, quando per rilevare gli incidenti stradali al pomeriggio sono dovuti uscire sempre i carabinieri, interrompendo così il lavoro e le indagini su reati ed episodi gravi come la raffica di rapine in casa registratesi di recente nella Bassa. L’orario di lavoro dei vigili è stato ridotto alle sole mattine (con aperture al pubblico mercoledì dalle 10 alle 12.30 e sabato dalle 10 alle 12) perché il personale in servizio non è sufficiente a garantire due turni. Al comando dell’Unione regna un clima di rassegnazione mista ad amarezza. Il comandante Giovanni Reginato non condanna le scelte dei colleghi. «Almeno tre dei quattro agenti che si sono trasferiti in altri Comuni non l’avrebbero fatto se fossero state date loro maggiori certezze sul futuro», riferisce Reginato. La presidente dell’Unione, Alessia Segantini, sindaco di Zimella, è categorica sulle responsabilità: «Non discuto le scelte di altre amministrazioni, come quella di Cologna, però la modalità di separazione è stata inappropriata», riflette. «La poca chiarezza dimostrata dal Comune di Cologna che dopo la delibera di modifica del proprio Statuto non ha fatto seguire gli atti formali per perfezionare l’uscita, rinviandola di fatto di un anno, è la ragione di questo fuggi fuggi di dipendenti, a cui non abbiamo potuto opporci», riferisce la presidente. Tre soli vigili per una popolazione di oltre 22mila abitanti significa un drastico taglio dei servizi ai cittadini. Via gli agenti dalle scuole, niente spunta dei banchi del mercato, stop alle autorizzazioni per i passi carrai. Questi sono servizi di cui usufruiva unicamente Cologna. Veronella e Zimella avevano iniziato ad offrire un servizio di sorveglianza saltuario all’uscita delle scuole soltanto da qualche mese. Ma ora è stato sospeso pure questo perché impossibile da garantire con un organico ridotto all’osso. Il sindaco di Cologna Manuel Scalzotto respinge al mittente le accuse. «Nel maggio del 2017 abbiamo avviato la procedura formale di uscita dall’Unione ed è stato dato incarico ad un legale di seguirci nella trattativa, secondo quanto disposto dallo Statuto dell’Unione», afferma. «Il nostro Comune è stato, oltre che disponibile, sempre molto trasparente nel proprio comportamento». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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