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02.02.2018

Uniformi nascoste in canonica Giallo in parrocchia a Baldaria

La canonica dove sono state rinvenute le divise militari
La canonica dove sono state rinvenute le divise militari

Stefano Nicoli Due scatoloni pieni di divise dell’Arma dei carabinieri e dell’Esercito italiano. Tra l’altro quasi nuove, indossate pochissime volte, e tuttora in uso nelle Forze armate. Tutto pensavano di trovare i volontari del Comitato affari economici della parrocchia di Santa Giustina durante le pulizie straordinarie svolte nei giorni scorsi nella canonica annessa alla chiesa di Baldaria disabitata da un anno e mezzo. Ma non sicuramente di imbattersi in un rifornito «guardaroba», che con le funzioni religiose e il ministero sacerdotale non ha nulla da spartire. Tanto che lo sconcerto, di fronte alla singolare scoperta fatta nella soffitta di quella che fino a settembre 2016 era stata l’abitazione del parroco della frazione a nord di Cologna, si è sommato ad una sfilza di interrogativi. Anche perché è parso subito chiaro che non erano affatto costumi di Carnevale. Immediatamente è scattata perciò la segnalazione ai carabinieri della stazione cittadina, i quali hanno provveduto a sequestrare le uniformi in questione - una trentina di capi in tutto - e ad avviare le indagini. Nel frattempo, tra i residenti del rione in riva Guà si sono moltiplicate le supposizioni sul misterioso rinvenimento, che in poche ore ha fatto il giro di tutta la città del mandorlato. Tingendosi subito di giallo. Giacche, pantaloni, berretti e camicie d’ordinanza non si possono infatti acquistare liberamente in un negozio ma vengono riforniti dai vari comandi al personale in servizio con tanto di registrazione. Quindi è possibile che siano state rubate. Un puzzle complicato dunque, dietro il quale potrebbero celarsi truffe, rapine o altri reati messi a segno da individui travestiti da tutori dell’ordine. Al momento non si sa chi possa aver nascosto nella soffitta della casa parrocchiale le divise ritrovate dai volontari. I quali aprendo quegli scatoloni, confusi tra cianfrusaglie, libri e vecchi arredi liturgici, credevano semmai di imbattersi in casule, tuniche e stole usurate da mandare al macero. A risolvere l’enigma spetterà ora agli uomini del luogotenente Fabrizio Di Donato, che sono in attesa di rintracciare don Ruggero Bravo, parroco di Santa Giustina fino al settembre del 2016, quando venne assegnato alla parrocchia di Fontaniva, nel Padovano. Il sacerdote, rimasto nel cuore dei fedeli della frazione per la sua grande generosità e per quell’altruismo che lo spingeva ad ospitare chiunque avesse bisogno, si troverebbe però in missione in Africa centrale. Bisognerà pertanto attendere il suo ritorno per chiedergli spiegazioni al riguardo. Tuttavia, il prete potrebbe essere completamente all’oscuro sulle uniformi custodite nel sottotetto. Non è la prima volta che la parrocchia di Santa Giustina finisce nell’occhio del ciclone. Era già successo nel maggio del 2016 quando un 59enne, con problemi comportamentali e precedenti per stalking, era ospite di don Ruggero con tre camerunensi in difficoltà. Una sera, approfittando dell’assenza del prete, l’uomo, con un passato da sedicente marine, aveva imbracciato un piccolo fucile Flobert calibro 4,5, che il parroco aveva lasciato incustodito in una stanza. Quindi si era fatto scattare in cucina una foto da uno dei tre africani e l’aveva postata sul suo profilo Facebook corredata dalla scritta «House arrest, yankee style» (arresti domiciliari in stile yankee). Quell’immagine scatenò il finimondo e i responsabili della vicina scuola materna vennero subissati di telefonate da parte di mamme preoccupate. Anche in quel caso i parrocchiani contattarono i carabinieri, che effettuarono un sopralluogo rinvenendo, oltre al Flobert, una doppietta da caccia calibro 12: entrambi erano riposti in camera da letto alla mercé di chiunque. Don Ruggero venne denunciato a piede libero per omessa custodia delle armi, che vanno tenute sotto chiave. I fucili gli furono sequestrati e gli venne ritirato il porto d’armi. Una vicenda che suscitò molto clamore e che culminò nel trasferimento del sacerdote. Ed ora, a distanza di 20 mesi da quel «Far west» in salsa sacra, un’altra «sorpresa» sta facendo discutere a Baldaria. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Stefano Nicoli
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