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11.01.2018

Piccolo arsenale in casa Fatte brillare tre bombe

Carabinieri e militari con i residuati bellici rinvenuti nel casolare
Carabinieri e militari con i residuati bellici rinvenuti nel casolare

Stefano Nicoli Tre bombe a mano di tipo «ananas», risalenti alla Grande guerra e perfettamente integre, granate d’artiglieria inerti utilizzate nel secondo conflitto mondiale e più di mille proiettili per varie tipologie di armi da fuoco sempre impugnate dai soldati al fronte. Oltre ad un ingente quantitativo di polvere da sparo ricavata dalle munizioni collezionate per hobby e diventate una scomoda eredità non solo per i suoi familiari ma anche per forze dell’ordine ed artificieri. Non smette di riservare sorprese il casolare di via Cereolo, alla periferia di Cologna, dove lo scorso settembre venne rinvenuto senza vita da uno zio, ad alcuni giorni di distanza dal decesso per cause naturali, I.C., un ex operaio di 67 anni, che viveva solo ed aveva la passione per i reperti bellici. Il pensionato, al quale una decina d’anni fa i carabinieri sequestrarono una trentina di vecchie d’armi ad avancarica perché non ritenuto più idoneo a detenerle per ragioni di salute, custodiva infatti tra le mura domestiche e nelle pertinenze della sua abitazione una sorta di piccolo arsenale. Tanto che dopo le prime tre bombe a mano, rinvenute dopo la morte del 67enne in una credenza e fatte brillare ai primi di ottobre in un’area isolata a ridosso del casale, i carabinieri di Cologna hanno recuperato altro materiale bellico, parte del quale ancora funzionante e quindi molto pericoloso se maneggiato in maniera inappropriata. Così, ieri mattina, è scattato il secondo intervento organizzato, con il supporto dell’ufficio tecnico comunale, del personale della Croce Rossa Italiana e degli artificieri della Polizia di Stato, per neutralizzare altre tre bombe «ananas». Gli ordigni sono stati fatti brillare dai militari dell’Ottavo Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti Folgore, di stanza alla caserma Briscese di Legnago, alle spalle della zona artigianale. Il disinnesco delle bombe, potenzialmente letali in un raggio d’azione di 100 metri, si è concluso senza particolari problemi con l’assistenza dei carabinieri coordinati dal luogotenente Fabrizio Di Donato e dal capitano Lucio De Angelis. Gli altri reperti sono stati invece affidati al Centro munizioni dell’esercito di Orgiano, nel Vicentino. •

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