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15.04.2018

Morde e sfregia il viso a 37enne Quarantenne finisce in carcere

La casa di Sant’Andrea dove si nascondeva l’aggressore
La casa di Sant’Andrea dove si nascondeva l’aggressore

L’ha sorpreso di notte nel suo appartamento di via Matteotti mentre stava dormendo. E, dopo averlo immobilizzato conficcandogli i denti sul mento, l’ha sfregiato al collo con un coccio di vetro, causandogli uno sfregio permanente dall’orecchio al pomo d’Adamo. Una ferita permanente, che ha rischiato di recidergli la vena giugulare, di cui D.S., un 37enne di Cologna senza lavoro e con problematiche sociali alle spalle, porterà per sempre i segni. Poi, l’aggressore - Hicham Mizzani, un cittadino marocchino di 40 anni, pluripregidicato, nullafacente e senza fissa dimora - ha lasciato la povera vittima dolorante per terra, con la faccia trasformata in una maschera di sangue, e si è dileguato facendo perdere le proprie tracce nel buio. Tuttavia, è riuscito a farla franca solo per cinque giorni: i carabinieri della stazione cittadina sono riusciti infatti a rintracciarlo in una vecchia casa a schiera di Sant’Andrea dove si nascondeva con la complicità di un connazionale anch’egli già noto alle forze dell’ordine. Mizzani, accusato di lesioni gravissime, è stato così fermato e trasferito nel carcere di Montorio dove domani si terrà l’udienza di convalida. LA LITE. La brutale aggressione, che ha messo di fronte gli uomini del luogotenente Fabrizio Di Donato ad una scena degna di un sequel di «Hannibal», è stata preceduta da un’accesa discussione tra i due uomini. Ossia quella scoppiata nel pomeriggio del 7 aprile quando D.S. cacciò dalla sua abitazione il 40enne, che ospitava con altri marocchini in cambio di un piccolo contributo in denaro che gli permetteva di sbarcare il lunario. Al padrone di casa non era andata proprio giù la faccenda della droga rinvenuta qualche giorno prima nel giardino dell’abitazione durante un blitz della polizia locale dell’Unione Adige Guà. I vigili, allertati dai vicini preoccupati dal fatto che nell’appartamento alloggiasse anche un minorenne indiano, avevano perquisito le stanze imbattendosi, oltre che nel proprietario «affittacamere» e nel ragazzino, in quattro marocchini. La sorpresa più grande gli agenti la ebbero però setacciando il cortile: in mezzo all’erba alta c’era un guanto contenente 33 grammi tra hashish e marijuana. Un rinvenimento che mandò su tutte le furie D.S. e che sarebbe all’origine del diverbio culminato, tra urla, minacce e offese irripetibili, nella cacciata del 40enne, ritenuto responsabile di quell’episodio . L’AGGRESSIONE. Mizzani, a quanto pare, non ha però digerito la decisione del 37enne di metterlo alla porta. Tanto che, a distanza di poche ore, ha deciso di vendicarsi dello «sgarro» ricevuto. Quindi, ha aspettato che calasse la notte, e alle tre, utilizzando un secondo mazzo di chiavi rimasto in suo possesso, si è introdotto in casa del suo ex «affittuario». A quel punto, si è fiondato sul letto del 37enne cogliendolo nel sonno e si è trasformato in una furia dando sfogo a tutto il suo risentimento. In mano teneva il collo di una bottiglia rotta di birra che si era appena scolato. E con quel coccio appuntito ha ferito l’uomo sul collo mentre gli bloccava il viso con un morso talmente potente da strappargli la carne. Un «regolamento di conti» lampo che non ha lasciato alla vittima nemmeno il tempo di reagire. Mentre l’aggressore fuggiva, il 37enne, sotto choc e sanguinante, con le ultime forze che gli erano rimaste in corpo è riuscito a chiedere aiuto. In pochi minuti è giunta sul posto una pattuglia dei carabinieri, che gli ha prestato i primi soccorsi in attesa dell’arrivo dell’ambulanza del 118 che ha trasferito D.S. all’ospedale di San Bonifacio dove sono gli sono state suturate, con quasi 40 punti, le vistose ferite di cui resteranno cicatrici indelebili. IL FERMO. L’indomani, il 37enne, che inizialmente era confuso ed impossibilitato a parlare dal forte dolore, è stato dimesso con una prognosi di 10 giorni, riuscendo a fornire una serie di indizi utili per le indagini. Sono scattate così le ricerche dell’aggressore, che per alcuni giorni hanno impegnato gli uomini del capitano Lucio De Angelis nei luoghi frequentati abitualmente da stranieri senzatetto e irregolari. Un’operazione, ribattezzata «Cannibale» per le modalità efferate usate dal marocchino, denunciato e arrestato più volte in passato, che si è conclusa giovedì sera a Sant’Andrea. Intorno alle 20, i carabinieri hanno fatto irruzione nella vecchia abitazione di San’Andrea dove vive un giovane pregiudicato marocchino sottoposto a misure cautelari. In un ripostiglio, sotto un cumulo di rifiuti tra cui c’era anche una zampa di mucca putrefatta, è stato trovato Mizzani, che è stato portato in caserma per le formalità di rito. Sentito il pm di turno, la dottoressa Maria Beatrice Zanotti, il 40enne, sottoposto a fermo per lesioni gravissime, è stato accompagnato nella casa circondariale di Montorio. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Stefano Nicoli
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