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08.09.2018

Molestò una donna in strada Un 26enne finisce in carcere

I carabinieri di Cologna che hanno eseguito l’arresto
I carabinieri di Cologna che hanno eseguito l’arresto

É finito in carcere il giovane marocchino che lo scorso 11 luglio aveva molestato una commerciante 46enne di Cologna mentre passeggiava di primo mattino nelle campagne della città del mandorlato. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Verona, Luciano Gorra, ha accolto infatti la richiesta di applicazione della misura cautelare nei confronti del 26enne, depositata dal pm Valeria Ardito. E così, l’altro giorno, i carabinieri della stazione di Cologna, che nelle scorse settimane avevano già individuato il magrebino, denunciato in seguito a piede libero per tentata violenza sessuale, lo hanno accompagnato nella casa circondariale di Montorio dopo averlo rintracciato nel centro storico in sella alla sua bicicletta. A carico di S.E.B., nullafacente, senza fissa dimora e irregolare in Italia, sussistono infatti gravi indizi di colpevolezza. Inoltre, c’è la possibilità che possa dileguarsi sottraendosi così alle sue responsabilità. L’arresto del 26enne si inserisce nelle serrate indagini che hanno consentito agli uomini del capitano Lucio De Angelis di risalire in pochi giorni agli autori delle tre aggressioni, sempre a sfondo sessuale, avvenute nell’Adige Guà tra lo scorso 23 giugno e la notte del 12 agosto. Sempre da parte di cittadini marocchini, clandestini, disoccupati e alloggiati in abitazioni di fortuna, che hanno agito, con modalità pressoché identiche, in un raggio di due chilometri nell’arco di appena 50 giorni. La 46enne era stata la seconda donna a fare le spese di una sequenza da brividi che ha seminato paura, scatenando una vera e propria psicosi, nel Colognese. Un’escalation senza precedenti di violenze sessuali iniziata il 23 giugno quando un 41enne nordafricano molestò un’artigiana 22enne di Pressana che stava facendo jogging di pomeriggio in via Quari Destra, nella zona industriale di Cologna. La vittima del terzo episodio, verificatosi il mese scorso all’esterno della tensostruttura di una delle tante sagre estive allestite nella zona, è stata invece una 18enne, volontaria allo stand. La quale, solo per miracolo, riuscì a sottrarsi dalle grinfie di un 22enne marocchino, che le stava sfilando i pantaloni dopo averla trascinata dietro un capitello e palpeggiata brutalmente nelle parti intime. Un tentativo di stupro che si è sommato agli altri due brutti incontri che hanno fatto vivere esperienze terribili ad altrettante donne. Tra le quali c’era appunto la 46enne, che ha visto ora finire in carcere il ragazzo che la importunò in via Tiro a Segno, una stradina isolata racchiusa tra Sant’Andrea e San Sebastiano. Quella mattina, intorno alle 8, la commerciante era uscita di casa per fare la sua consueta camminata in mezzo alla natura. Un percorso abituale che quel giorno si trasformò però in un incubo. Di punto in bianco, la 46enne si vide sbarrare la strada da un ragazzo in bicicletta - poi riconosciuto fotograficamente dalla signora e di lì a poco rintracciato dai carabinieri di Cologna - che incominciò ad infastidirla rivolgendole morbosi apprezzamenti ed «inviti» fin troppo espliciti. Lei, che si sentì gelare il sangue nelle vene solo al pensiero di cosa poteva capitarle anche perché la zona era deserta e aveva lasciato a casa il cellulare, accelerò il passo per cercare di allontanarsi. Tutto invano. S.E.B., malgrado la donna abbia cercato in mille modi di respingere le sue «avances» inequivocabili non si diede infatti per vinto e continuò ad importunarla. Fino a trattenere la 46enne per la felpa che portava al collo. Fortunatamente, la donna, approfittando di un attimo di distrazione del suo aggressore, reagì e riuscì a divincolarsi. Quindi, correndo a perdifiato con il giovane alle calcagna, raggiunse un laboratorio tessile dove fu soccorsa dal titolare. Poi un pianto liberatorio per il pericolo scampato e la fine di un incubo che farà sicuramente fatica a dimenticare. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Stefano Nicoli
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