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12.07.2018

Marogna va in pensione Ha curato 4mila pazienti

Il dottor Giovanni Marogna con colleghi e collaboratori DIENNEFOTO
Il dottor Giovanni Marogna con colleghi e collaboratori DIENNEFOTO

Tradito dal suo amatissimo mestiere, diventato secondo lui troppo burocratizzato, ha dato le dimissioni quattro anni prima del pensionamento e ha dovuto, suo malgrado, dire addio ai suoi pazienti. Il medico di famiglia colognese Giovanni Marogna, 63 anni, sposato con tre figli e una nipotina a cui vuole un mondo di bene, ha concluso lo scorso 30 giugno la sua carriera professionale. Nei suoi 37 anni di professione medica ha visitato quasi 4.000 pazienti. Ha dovuto affrontare situazioni difficili, decessi drammatici e problemi sanitari inaspettati, l’ultimo in ordine di tempo è la contaminazione da Pfas di gran parte della popolazione, soprattutto nella fascia d’età che va dai 16 ai 20 anni. Un periodo di malattia piuttosto lungo e complesso lo scorso anno lo ha convinto a staccare la spina dal lavoro per vivere con maggiore tranquillità, dedicarsi ai propri affetti e coltivare i suoi hobby preferiti, tra cui lo studio di una lingua straniera e della filosofia. Nativo di Verona, si è laureato in Medicina e ha conseguito la specializzazione in Diabetologia nel 1980. Ha lavorato in uno studio dentistico di Verona prima di approdare nel 1981 a Caselle di Pressana, dove ha aperto il suo primo ambulatorio di medicina generale. «Ricordo che in quei locali faceva molto freddo d’inverno perché non avevamo neppure il riscaldamento», rivela il dottor Marogna. Poco tempo dopo, il medico si è trasferito a Pressana, dove visitava i suoi pazienti in una stanza all’interno del municipio. Infine è approdato a Cologna, in via Borgo Grande. «Quando iniziai la mia avventura di medico nel Colognese, alcune case di campagna erano ancora costruite in terra battuta», rammenta. «Arrivavo, mi lavavo le mani in un catino pieno d’acqua fatto scaldare su una stufa e visitavo il paziente steso sul tavolo della cucina». Sono ricordi pieni di nostalgia perché Marogna ha sempre amato il rapporto con le persone e con le famiglie. Ritiene che la distanza creata dai sistemi di controllo e gestione informatizzata abbiano disumanizzato il suo mestiere. Nel 1990 ha avviato assieme ad altri due medici di famiglia di Cologna la prima medicina di gruppo della provincia di Verona, in uno stabile di via XX Marzo. La collaborazione, il confronto, la disponibilità ad ampliare gli orari di visita sono sempre stati il suo pallino, tanto che nel 2000 ha ulteriormente migliorato il servizio, assumendo una segretaria e dando la possibilità agli utenti di essere visitati su appuntamento. Nel 2015, fra le prime in Regione, è sorta la medicina di gruppo integrata «Daidotori» di Cologna, voluta proprio da Marogna per offrire un servizio che copra le 12 ore giornaliere grazie alla presenza di un infermiere, di un impiegato e di sei medici associati. Il centro medico è una creatura di Marogna: per questo i suoi colleghi gli hanno chiesto di rimanere comunque come direttore malgrado sia andato in pensione. «Gianni, come l’abbiamo sempre chiamato, ha pensato, creato e voluto fermamente questa medicina di gruppo», riferiscono gli altri dottori. «La possibilità di accedere allo studio dalle 8 alle 20, con una segretaria e un’infermiera sempre presenti, è un vantaggio enorme per i pazienti. Per noi Gianni è sempre stato una fonte di saggezza e una persona disponibile al confronto». La dottoressa Laura Bortoli, che ha preso il suo posto, è stata una sua tirocinante alla Scuola di formazione regionale in medicina generale. Perché Marogna ha svolto per anni con passione anche il ruolo di docente nel polo di Verona. •

Paola Bosaro
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