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22.11.2017

«Fiera agricola, basta flop
La rassegna va ripensata»

Manuel Scalzotto
Manuel Scalzotto

La Fiera agricola di Cologna è ancora in cerca di una sua identità. È da un quinquennio, ormai, che le critiche sul flop della manifestazione fieristica dell’8 settembre si susseguono di edizione in edizione. Anche nell’ultimo consiglio comunale, su richiesta delle minoranze, si è parlato del presente e del futuro della rassegna e non sono mancati i battibecchi tra il sindaco Manuel Scalzotto e i consiglieri Andrea Fin ed Antonio Poli. È innegabile che non si sia registrato neppure nel 2017 il pienone che gli organizzatori avrebbero voluto, nonostante fosse a disposizione dei visitatori un nuovo maxi parcheggio in via Cavour. Il meteo ha senza dubbio influito, con alcune gocce di pioggia alternate alle prime giornate con temperature autunnali, però non si può spiegare una crisi che si prolunga da tempo soltanto con fenomeni atmosferici poco favorevoli. «L’edizione 2017 della Fiera agricola era un banco di prova per questa amministrazione, visto che lo scorso anno, a causa dell’insediamento a fine giugno, la Giunta non aveva avuto la possibilità di influire in alcun modo sulla manifestazione: invece è stata un insuccesso», ha osservato Fin dai banchi della minoranza. «È necessario», ha auspicato, «creare un evento e coinvolgere gli imprenditori, la nostra Fiera deve tornare ad avere un’importanza territoriale». «Per il secondo anno consecutivo mancavano all’inaugurazione tutti i colleghi sindaci dell’Adige Guà: ritengo non sia un segnale incoraggiante», ha aggiunto Poli. «Inoltre non si è fatto il punto sul comparto agricolo. Ritengo che l’Ente Fiera avrebbe bisogno di maggiori finanziamenti: almeno il triplo rispetto ai 18mila euro stanziati dal Comune». La risposta del sindaco è arrivata dalla lettura di una comunicazione del presidente dell’Ente Fiera Adriano Branco. «Anche se la Fiera non è più il luogo dove avviene l’incontro tra domanda e offerta di mezzi ed attrezzature agricole, abbiamo avuto un incremento del 10 per cento degli espositori rispetto al 2016», ha spiegato Branco. «Alcune proposte sono andate molto bene, purtroppo però il maltempo ci ha condizionato». Anche se non ne ha fatto voce in Consiglio, Scalzotto concorda sul fatto che «il Settembre colognese vada ripensato». I tempi sono cambiati, perciò «alla kermesse va assegnato un tema forte, non solo economico ma anche sociale o culturale: un’iniziativa che abbia appeal fra la gente», conclude. P.B.

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