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09.05.2015

Esche topicide in campagna
Tre cani rischiano di morire

Una delle bustine di topicida disperse a Sabbion DIENNEFOTO
Una delle bustine di topicida disperse a Sabbion DIENNEFOTO

Centinaia di esche topicide sparse in un campo di Sabbion. Tre cani rischiano di morire. Il problema dell'avvelenamento degli animali per l'ingestione di sostanze tossiche continua a tener banco nella Bassa. Dopo il caso del cucciolo morto dieci giorni fa dopo aver mangiato un boccone killer durante una passeggiata sull'argine dell'Adige ad Albaredo, è la frazione a sud di Cologna a registrare un episodio sospetto e molto pericoloso. In un campo di mais, poco distante dalla provinciale che conduce a Minerbe, sono state gettate nei giorni scorsi 300 bustine di rodenticida.
Le bustine si trovano a ridosso di un canale di scolo, a distanza di circa due metri l'una dall'altra. Nessuno era a conoscenza della loro esistenza, fino a che lo scorso 20 aprile un residente della zona, Giorgio Fusaro, ha osservato nei suoi due cani – una labrador di due anni di nome Kira e un meticcio di un anno di nome Bartolomeo – i primi sintomi di avvelenamento. Fusaro ha immediatamente telefonato al suo veterinario, che ha verificato l'intossicazione e ha effettuato immediatamente due iniezioni sui cani. Nove giorni dopo il fatto si è ripetuto. Questa volta i cani hanno avuto conseguenze molto pesanti. «Mercoledì scorso sono stato svegliato alle cinque del mattino dai rantolii, dai colpi di tosse e dai conati di Kira», racconta Fusaro. «Il cane vomitava sangue e aveva le bave alla bocca. Stavano male anche Bartolomeo e la bassottina Carlotta». È uscito nuovamente il veterinario che ha visitato i cani e nel certificato ha scritto: «Dalla visita effettuata i cani risultavano in preda ad una sindrome emorragica abbastanza grave per una presunta ingestione di esche rondenticide». Kira, Bartolomeo e Carlotta sono stati sottoposti immediatamente ad una terapia d'urto a base di vitamina K ed antibiotici per cercare di bloccare gli effetti anticoagulanti del veleno per topi. Mentre il cane più piccolo, il bassotto, è fuori pericolo, per Kira e Bartolomeo la prognosi rimane riservata, anche se stanno reagendo bene alle cure.
Di fronte a questi brutti episodi, Fusaro ha deciso di andare a fondo della questione, cercando tracce di possibili veleni nei dintorni della sua abitazione, in via Ronchi. Camminando lungo il fossato ha rinvenuto decine di bustine di topicida e un merlo morto. A quel punto non ha più avuto dubbi. «I miei cani spesso passeggiano sul ciglio di quel fosso», riferisce. «Da quello che mi ha detto il veterinario, le esche per topo sono molto appetitose e sono certo che i miei cani le hanno ingoiate senza pensarci troppo su. Kira, poi, è buona e un po' tontolona, mangerebbe di tutto». Lunedì scorso, il proprietario dei cani ha sporto denuncia ai vigili urbani dell'Unione Adige Gua. Il sospetto è che il veleno sia stato sparso per evitare che i topi si cibino delle coltivazioni. I disagi che si creano però sono superiori ai vantaggi. I trattamenti di questo tipo, infatti, non sembrano essere risolutivi e vanno ripetuti periodicamente. Inoltre, come ha fatto notare Fusaro, «le derattizzazioni andrebbero segnalate, altrimenti possono costituire un grave rischio per i bambini piccoli». Infine, la quantità elevata di sostanze tossiche che si disperdono nell'ambiente potrebbe causare danni pure agli organismi acquatici e contaminare i sedimenti.
La polizia locale sta verificando con il Consorzio agrario se la tipologia di topicida sia ad uso familiare oppure industriale e se sia necessario avere il patentino per il suo utilizzo. In ogni caso, sarebbe stato oppurtuno disperdere esche dotate di contenitore. «Anche la modalità di dispersione è tutta da appurare», aggiunge il comandante della polizia locale Giovanni Reginato. L'ipotesi di reato, per ora, è quella di danneggiamento. Solo una volta concluse le indagini in corso si potrà eventualmente appurare se c'è stata l'effettiva volontà di avvelenare gli animali domestici.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Paola Bosaro
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