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04.01.2019

Concorso all’Ipab, annullato lo scritto

La casa di riposo «Cardo» è finita di nuovo nella bufera
La casa di riposo «Cardo» è finita di nuovo nella bufera

Annullata la prova scritta del concorso, slitta l’assunzione di un dirigente a tempo indeterminato alla casa di riposo di Cologna. Colpo di scena al concorso pubblico indetto poco prima delle festività natalizie dall’Ipab «Domenico Cardo». La commissione giudicatrice ha annullato in autotutela la prova scritta del concorso, svoltasi lo scorso 20 dicembre, a causa di alcune irregolarità formali. Su due delle buste consegnate dagli undici candidati che hanno partecipato alla selezione, infatti, sono infatti stati rilevati dei segni, simili a delle sigle, che potrebbero rimandare in qualche modo all’identità di chi ha eseguito gli elaborati. I quali, com’è noto, devono essere assolutamente anonimi e non identificabili. L’ente di pubblica assistenza di Cologna sembra proprio perseguitato da una cattiva stella. E non bastano i procedimenti giudiziari tuttora in corso che hanno coinvolto alcuni dipendenti e hanno provocato un terremoto interno. Primo fra tutti il clamoroso caso dell’impiegato «paparazzo», in seguito licenziato e ora a processo in tribunale a Verona, che era stato denunciato da 16 persone, tra cui diversi colleghi, immortalate con il telefonino, senza apparente motivo, durante il servizio di lavoro. Quando il presidente Mario Facchetti ha saputo dell’irregolarità al concorso si è irritato, anche perché è da tempo che con il proprio consiglio di amministrazione ha preso la decisione di aggiungere all’organico interno dell’Ipab un dirigente, con l’obiettivo di rinunciare nei prossimi mesi ad un direttore a scavalco. «In tutta la sua storia la Cardo non ha mai avuto un proprio segretario-direttore», spiega Facchetti. «Noi invece riteniamo che sia necessario fare affidamento ad un professionista che possa dedicare tutto il suo tempo ad una struttura con problematiche ed esigenze complesse». L’attuale direttore Mario Finetto, tanto per fare un esempio, è assunto solo per 12 ore a settimana, in convenzione con l’Ipab «Mariutto» di Mirano, Venezia. Oltre alla «Cardo» e alla «Mariutto», si occupa anche di un’altra casa di riposo. Nonostante nella pianta organica dell’ente la figura del dirigente sia prevista, l’iter per l’assunzione di un funzionario in casa di riposo è partito ancora lo scorso aprile. È un procedimento piuttosto lungo che prevede la stesura di uno specifico piano delle performance, la ricerca di possibili mobilità negli altri enti pubblici, la nomina di una Commissione giudicatrice. Anche qui ci sono stati degli intoppi perché la prima presidente di commissione individuata era risultata poi incompatibile. Perciò si è provveduto alla sua sostituzione con l’avvocato Fabio Dal Seno. Nei termini previsti dal bando erano arrivate 26 domande ed erano stati ammessi al concorso 23 candidati. Alla prima prova scritta (poi ne sarebbero seguite una pratica e una orale, ndr) si erano presentati in 11. Il 20 dicembre si è tenuta la prova scritta, il 21 avrebbe dovuto svolgersi quella pratica e il 27 dicembre il concorso si sarebbe infine concluso con l’esame orale. Alla prima prova sono passati in cinque, tre donne e due uomini. Ma l’esito ora è privo di significato. E non si sa neppure se si potranno riprendere gli esami con gli stessi candidati. «Abbiamo nominato un esperto di diritto amministrativo per sapere come ci dobbiamo comportare», spiega il presidente Facchetti. «Se dovessimo ripartire con gli avvisi di mobilità prima di indire un nuovo concorso significherebbe perdere dei mesi: è una situazione davvero spiacevole, che non ci saremmo mai aspettati di dover affrontare». Sempre sul piano del personale, per la Rsa sono stati pubblicati degli avvisi pubblici per l’assunzione di un fisioterapista e di operatori socio-sanitari allo scopo di migliorare i servizi offerti agli ospiti della struttura. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paola Bosaro
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