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24.02.2018

Canonica, nuovo mistero Rubata preziosa mappa

La canonica di Baldaria svaligiata dai ladri
La canonica di Baldaria svaligiata dai ladri

Furto di una mappa storica in canonica a Baldaria. Ed una nuova denuncia presentata ai carabinieri della stazione cittadina. Nella canonica dei misteri, le sorprese, purtroppo spiacevoli, non finiscono mai. Nella giornata di lunedì i sacerdoti dell’Unità pastorale di Cologna si sono accorti infatti che nell’ex casa del parroco di Baldaria, oggi non più abitata, è stato manomesso un balcone che dà sul cortile interno ed è stata trafugata una carta topografica del Settecento. Il «giallo» della canonica della chiesa di Santa Giustina, dove a fine gennaio furono rinvenuti in soffitta una trentina di capi d’abbigliamento semi nuovi dei carabinieri e dell’esercito, si arricchisce dunque di un nuovo capitolo. Questa volta a mettere in allarme i parrocchiani e i preti di Cologna non sono stati gli oggetti presenti nell’edificio, come lo erano i due fucili da caccia sequestrati nel 2016 all’ex parroco don Ruggero Bravo, trasferito nel settembre dello stesso anno a Fontaniva (Padova) oppure i due scatoloni con le divise militari accatastati nel sottotetto, anch’esse poste sotto sequestro, quanto piuttosto un’opera presente da molto tempo e sottratta nei giorni scorsi da ignoti. Lunedì, durante il consueto giro nella parrocchia di Santa Giustina per le incombenze pastorali, don Stefano Porcellato, il più giovane dei tre preti dell’Unità pastorale, ha notato che la porta a vetri che dà sul retro della canonica non era stata chiusa a chiave e che la chiave stessa non era più nella serratura: era sparita. Quando ha provato ad aprire il balcone poi, è rimasto interdetto. L’infisso in legno è caduto a terra perché gli erano stati tolti i cardini su cui poggiava l’apertura. Nel giro di perlustrazione all’interno dell’immobile, il prete ha visto che era stata appoggiata a terra la cornice con il vetro di un quadro affisso sulla parete destra del corridoio d’ingresso. La mappa conservata all’interno della cornice era scomparsa. Si tratta di una carta topografica dipinta ad acquerello da tale Domenico Basso nel 1749, delle dimensioni di 50 x 80 centimetri. La mappa rappresentava la suddivisione delle proprietà terriere che furono donate per la costruzione dell’antico ospedale di Baldaria, risalente proprio alla fine del Settecento. L’opera d’arte, impressa nel ricordo di molti parrocchiani, è censita nel catalogo dei beni culturali della Diocesi. A San Michele di Baldaria, come è stato riportato nel numero 7 della Mainarda, esisteva nell’Ottocento l’Istituto elemosiniere che accoglieva i neonati rifiutati dalle madri per affidarli poi all’Istituto degli Esposti di Verona. Operò per tutto l’Ottocento. Il giorno successivo all’amara scoperta, il parroco moderatore dell’Unità pastorale, don Daniele Vencato, ha denunciato la sottrazione del bene storico ai carabinieri di Cologna, ma le indagini per scoprire il colpevole si preannunciano tutt’altro che facili. In questi casi può trattarsi di furti su commissione per collezionisti d’antiquariato. Intanto, però, nella frazione in riva al Guà si comincia a discutere della difficoltà di garantire sicurezza e controllo ad un fabbricato in cui da un anno e mezzo non ci sono più preti residenti. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paola Bosaro
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