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13.01.2018

Venticinque profughi «spediti» ad Asparetto

La Prefettura di Verona da dove è partita la decisione di alloggiare i richiedenti asilo ad Asparetto
La Prefettura di Verona da dove è partita la decisione di alloggiare i richiedenti asilo ad Asparetto

Francesco Scuderi L’inizio del nuovo anno si apre con «un’amara sorpresa», per lo meno per l’amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Marco Franzoni. Da ieri pomeriggio, in via Cadebese 39, nella frazione di Asparetto, sono arrivati venticinque profughi: sono stati alloggiati in un immobile acquistato da una cooperativa che ha sede nella provincia piemontese di Vercelli, in Piemonte. Fortemente contraria alle modalità di gestione dell’accoglienza profughi, la maggioranza in carica, in questi mesi ha manifestato il suo dissenso ad ospitare richiedenti asilo. E così, mancando un’iniziativa condivisa con la Prefettura di Verona, come lo Sprar che permette la gestione diretta dei richiedenti asilo ma al quale il Comune di Cerea ha deciso di non aderire, i venticinque profughi sono stati inviati in paese su decisione autonoma degli uffici governatiti del capoluogo di provincia. Il sindaco ha ricevuto la notizia l’altro ieri, in un incontro tenutosi in Prefettura: una cooperativa ha acquistato un immobile ad Asparetto e lo ha messo a disposizione per l’accoglienza dei profughi. Ieri mattina poi è arrivata una breve telefonata dalla Prefettura: «I profughi arriveranno nel pomeriggio». A Cerea, nell’estate del 2016, arrivarono una ventina di richiedenti asilo che furono ospitati nel Centro d’accoglienza straordinario (Cas) di Aselogna, gestito dall’associazione Betania onlus di Zevio. Quello previsto ad Asparetto è un nuovo Cas che porterà così il numero complessivo di profughi nella città del mobile a quasi cinquanta. «Siamo fermamente contrari a questa gestione speculativa dell’immigrazione», esordisce il sindaco Franzoni. «Le cooperativa hanno creato un business su cui lucrano senza alcun controllo», aggiunge il primo cittadino che si è immediatamente attivato per capire come sia avvenuto l’acquisto dell’immobile da parte della cooperativa piemontese. «Il 13 novembre dello scorso anno», prosegue Franzoni, «un’impresa edile della provincia di Verona ha acquistato l’immobile di Asparetto da privati che vi vivevano fino ad un anno fa. La cosa incredibile è che il giorno stesso, l’impresa ha venduto la casa ad una cooperativa. Questo mette in evidenza come ci fosse un accordo a tavolino tra le parti, ora addirittura le cooperative si servono di aziende del nostro territorio per acquistare immobili, non li affittano nemmeno più». Il primo cittadino ha convocato un’assemblea con la cittadinanza, tenutasi ieri sera nel teatro comunale della frazione, per comunicare le novità ai residenti. La gestione dei richiedenti asilo sarà portata avanti dalla cooperativa «Versoprobo» di Vercelli. «Ci siamo già attivati per far eseguire una serie di controlli all’Ulss e al nostro ufficio tecnico sull’immobile, per vedere se è possibile ospitare un numero così elevato di profughi in un immobile di 220 metri quadrati», spiega Franzoni per poi aggiungere che «anche le forze dell’ordine sono state informate, i nostri vigili e i carabinieri aumenteranno i sopralluoghi nella zona e la terranno costantemente monitorata». Il sindaco, infine, contesta anche la posizione del Cas. «Il Centro si trova in una zona dove ci sono molte abitazioni: non è giusto che le famiglie del quartiere si ritrovino con una concentrazione così elevata di immigrati». •

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