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20.01.2019

Unioni civili, si cambia Si dirà sì pure di sabato

Coppia si scambia gli anelli: a Cerea  si potrà sposarsi anche di sabato
Coppia si scambia gli anelli: a Cerea si potrà sposarsi anche di sabato

A partire da quest’anno, a Cerea ci si potrà sposare o unire civilmente anche di sabato. L’amministrazione comunale, dopo aver proceduto alla riorganizzazione dell’ufficio Anagrafe, ha posto fine ad uno dei disservizi che caratterizzava il municipio e che in questi anni ha visto molte coppie di futuri sposi lamentarsi: l’impossibilità di convolare a nozze nel giorno per eccellenza, vale a dire il sabato, perché il Comune era chiuso a differenza di quelli limitrofi, come Legnago. Nella primavera del 2013, l’ex consigliere d’opposizione Moreno Garziera aveva posto la questione in consiglio comunale portando alla luce il problema. La risposta dell’ex sindaco e attuale consigliere d’opposizione Paolo Marconcini fu che «a Cerea il giorno previsto per i matrimoni è il venerdì perché, oltre al rito vero e proprio, l'impiegato deve redigere una serie di documenti: un lavoro lungo e che richiederebbe una seconda persona per tenere aperto il municipio, con tutti i costi che ne conseguono». Per ovviare a questo tipo di problema l’escamotage messo a punto dal sindaco, in accordo con gli sposi, era quindi quello di farli sposare ufficialmente in municipio e poi di presentarsi il sabato nella villa scelta degli sposi per il ricevimento e ripetere il rito davanti agli invitati. «Finalmente», esordisce il sindaco Marco Franzoni, «con la sistemazione della pianta organica dell’Anagrafe abbiamo risolto questo problema. Ma non solo. Abbiamo aperto un bando per riconoscere uno o più spazi per la celebrazione di matrimoni e unioni civili un sabato al mese in luoghi privati purché si tratti di posti caratterizzati da adeguata importanza estetica, storica, ambientale o turistica». Nella delibera di Giunta sono presenti anche i prezzi per un matrimonio civile all’esterno del municipio: 300 euro se almeno uno dei due risiede a Cerea, 500 nel caso in cui la coppia non abiti a Cerea. «Le spese previste nel caso di trasferta», dice Franzoni, «serviranno a coprire il costo del personale e le spese di organizzazione per la celebrazione esterna». Inoltre, la proposta agevolerà le strutture presenti sul territorio con ville adibite ai ricevimenti nuziali, che ora potranno fornire un ulteriore servizio. Per presentare la domanda c’è tempo fino al 15 febbraio. •

Francesco Scuderi
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