CHIUDI
CHIUDI

02.01.2019

Sotto la chiesolina spuntano 70 tombe

I resti rinvenuti nella fossa comune sottostante la chiesa Le tombe scoperte sotto il pavimento della chiesolina DIENNEFOTO
I resti rinvenuti nella fossa comune sottostante la chiesa Le tombe scoperte sotto il pavimento della chiesolina DIENNEFOTO

Sorpresa e stupore durante i lavori di restauro della chiesa della Beata Vergine dello Spasimo, all’ingresso di Cerea. Gli scavi per la rimozione del pavimento del tempio hanno portato infatti alla luce numerose tombe in ottimo stato risalenti al 1.700. Complessivamente, sotto la «chiesolina», come è conosciuta dai ceretani, sono stati rinvenuti cinque sepolcri e due fosse comuni, una per gli uomini e una per le donne, per un totale di una settantina di scheletri. Il rinvenimento ha provocato il blocco immediato dei lavori. Il parroco, don Giuseppe Andriolo, ha comunicato la scoperta alla Curia che a sua volta si è messa in contatto con la Soprintendenza di Verona per decidere come procedere. «Immaginavamo che sotto al pavimento della chiesa ci potesse essere qualcosa del genere», spiega il sacerdote, «ma non credevamo che ci potessero essere così tanti resti». I lavori per il risanamento conservativo della chiesolina, alle prese con gravi problemi di umidità, sono iniziati lo scorso ottobre. Un intervento da 350mila euro che la parrocchia di Cerea si è accollata per intero con l’accensione di un mutuo e grazie alle offerte dei fedeli. «Stiamo predisponendo anche una serie di domande a diversi enti nella speranza di ottenere altri contributi», confida don Andriolo. Il parroco, con il prezioso aiuto degli alpini locali, ha voluto che in questi fine settimana la chiesa rimanesse aperta per dar modo a chiunque di poter vedere con i propri occhi quanto era celato sotto il pavimento. Grazie alla spiegazione di una guida, si è potuto così scoprire che la chiesa della Beata Vergine dello Spasimo fu benedetta nel 1716 attorno ad un capitello, oggi posizionato sull’altare del tempio, ritenuto miracoloso. Qui, infatti, i ceretani si recavano a pregare contro la peste che colpì il paese nel marzo del 1630, uccidendo 613 persone in poco più di un anno su un totale di tremila abitanti. Sconfitta l’epidemia, i residenti e la parrocchia fecero in modo di edificare la chiesa. Ma di chi sono i corpi rinvenuti sotto il pavimento? La riposta, almeno in parte, è arrivata grazie alle ricerche svolte nell’archivio parrocchiale. Le cinque tombe singole appartengono, rispettivamente, ad un bambino di 11-12 anni e a quattro adulti. Di tre di questi si sa anche il nome. Si tratta, innazitutto, di don Francesco Zampieri, parroco di Cerea dal 1697 al 1722, artefice della costruzione della chiesa e per questo seppellito, molto probabilmente, nel sottosuolo del tempio. Un’usanza che arrivava dal Medioevo quella di seppellire i corpi attorno alle chiese, mentre le salme di nobili, signori e uomini di fede, venivano collocate all’interno del tempio. Altri due corpi di cui si è scoperta l’identità sono quelli di Adriano Pompei, un nobile deceduto nel 1722, e del signore Giovanni Maria Bazzolo, proveniente da Brescia e morto nel 1723. Nelle due fosse comuni sono stati rinvenuti una sessantina di scheletri e di 16 di questi sono stati trovati gli atti di morte: sono persone comuni che non si sa perché siano state seppellite lì. Resta da capire ora come sarà gestita la scoperta. «Mettere dei cristalli a terra per lasciare visibili i reperti», dice don Andriolo che ha già consultato i tecnici responsabili dei lavori, «rischia di non risolvere il problema dell’umidità, per questo non sappiamo ancora se tutto sarà chiuso o meno». Una delle ipotesi più probabili è che sui muri della chiesa venga affissa una targa per ricordare quanto scoperto in questi giorni. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesco Scuderi
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1