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05.08.2018

Ronde «romantiche» A spasso per la sicurezza

I componenti di Progetto Nazionale con le magliette alle ronde«Passeggiata romantica» di presidio di Cerea DIENNE FOTO
I componenti di Progetto Nazionale con le magliette alle ronde«Passeggiata romantica» di presidio di Cerea DIENNE FOTO

Francesco Scuderi Le chiamano «passeggiate romantiche», ma non hanno nulla di romantico perché si tratta di ronde di quartiere che hanno l’obiettivi di «dare un maggiore senso di sicurezza ai ceretani». Da un paio di mesi, a Cerea, un gruppo di cittadini ha dato il via a presidi serali «fai dai da te» del territorio, un’iniziativa che, secondo il gruppo di volontari, ha riscosso l’apprezzamento di molti cittadini. «Tutto ha avuto inizio con l’arrivo dei profughi ad Asparetto», esordisce Ermes Pettene, presidente del Comitato territoriale ceretano e di Progetto Nazionale Cerea. «Avevamo fatto un presidio di fronte all’abitazione dove alloggiavano i richiedenti asilo. C’è stato spiegato che non avevamo titolo per star lì e così abbiamo costituito il Comitato». Il sodalizio si è presentato ufficialmente a metà luglio, ma già da giugno aveva organizzato «passeggiate romantiche» per il centro di Cerea. L’ultima si è tenuta il 2 agosto, con una trentina di «passeggiatori». Tra questi spiccano, con tanto di maglietta, una decina di appartenenti a Progetto nazionale, forza politica di destra che alle ultime elezioni amministrative ha contribuito alla vittoria del sindaco Marco Franzoni. Nella maggioranza, due sono i consiglieri di Progetto nazionale: Martina Farronato e Matteo Zago. Proprio quest’ultimo era presente alla passeggiata del 2 agosto, con altri componenti della maggioranza: i consiglieri Stefano Saggioro e Enrico Zandonà ed il primo cittadino Franzoni. «Chiunque può aderire all’iniziativa», precisa il sindaco, «siamo persone tranquille, la gente è contenta di vederci. Questo è solo un modo per vivere il nostro paese e fare aggregazione». Una volta alla settimana, il Comitato si dà appuntamento al parcheggio dell’Area Exp, in via Oberdan, da dove parte il giro di controllo. «Andiamo in zone sensibili del capoluogo», spiega Pettene, «come la stazione ferroviaria, il parco delle Vallette e quello dietro il municipio e altre vie del centro». In pratica, si tratta anche di luoghi d’incontro di extracomunitari, posti dove le forze dell’ordine sono intervenute più volte per sedare risse o altro. «Fino ad oggi non ci siamo mai imbattuti in situazioni pericolose», spiega Pettene, «ma se accadesse non cercheremo in alcun modo di farci giustizia da soli; monitoriamo solo il paese e se necessario chiamiamo subito le forze dell’ordine». I partecipanti sono tanti. E, ad esempio, la sera del 2 agosto, il gruppo decide di dividersi in due per sorvegliare più territorio. Quello di cui fa parte il sindaco Franzoni, si dirige alla stazione. Qui, poco dopo, dal buio esce una persona che aveva trovato riparo per la notte vicino ad un binario morto. È uno straniero, disturbato dall’arrivo dei «vigilanti» e quindi decide di allontanarsi. La passeggiata prosegue, più di qualcuno seduto nei bar alza la mano per salutare qualche componente della comitiva. Il tour per il centro di Cerea dura circa un’ora e mezza, i gruppi alla fine si ricongiungono e tornano al parcheggio dell’Area exp. Alla provocazione che iniziative simili rievochino i tempi del Fascismo, dello squadrismo e delle ronde nere, Pettene ribatte: «Non è così. Qui siamo aperti a tutti, indipendentemente dalla provenienza politica, invito tutti a partecipare. Andremo avanti con le passeggiate per tutta l’estate e forse continueremo in autunno e inverno». •

Francesco Scuderi
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