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05.09.2018

Profughi nella frazione Gli abitanti sono contrari

Il centro di accoglienza che ospitava i profughi ad Aselogna
Il centro di accoglienza che ospitava i profughi ad Aselogna

I residenti di via Santi Martiri, nella frazione di San Vito di Cerea, scendono sul piede di guerra contro l’arrivo di un numero ancora non precisato di profughi, sembrerebbe da quattro a 10, in un immobile del loro quartiere, sotto la gestione della cooperativa San Francesco di San Bonifacio. Dopo aver appreso la notizia dagli organi di stampa, nei giorni scorsi un gruppo di cittadini ha protocollato in municipio una lettera indirizzata al sindaco Marco Franzoni. Contestualmente, gli abitanti hanno ribadito la loro contrarietà anche alla Prefettura di Verona. «Il nodo della questione», precisano i residenti, «non sono le persone in arrivo, bensì ruota su un problema logistico reale». «Il gruppo di case dove saranno ospitati i profughi», si legge nell’istanza, «è isolato dal resto delle abitazioni della via ed è raggiungibile solo attraverso una strada privata in parte sterrata. L’edificio si trova tra due abitazioni: in una vive una signora con la figlia e nell’altra una famiglia composta da padre, madre e due figlie minorenni». «In un’area isolata dove abitano un uomo e cinque donne», proseguono, «si vogliono mettere da quattro a 10 profughi: chi si prende la responsabilità se succede qualcosa?». Ai giudizi preventivi, i residenti aggiungono anche considerazioni tutte da verificare. «La casa individuato per accogliere i richiedenti asilo è disabitato da sei anni, ha un bagno piccolissimo, una caldaia a gasolio di 40 anni fa, l’impianto elettrico fuori norma. Inoltre non esistono fognature e manca l’acqua corrente». La lettera termina con delle domande: «Si possono ospitare delle persone in queste condizioni? Si può parlare di accoglienza ed integrazione?». Di fronte a tutto ciò il Comune può fare ben poco. Per il sindaco, «i privati che affittano immobili alle cooperative pensano al loro ritorno economico senza considerare gli effetti sociali, economici e di civile convivenza che tali scelte potrebbero avere per tutta la comunità».

F.S.
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