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18.12.2018

Maltrattava la moglie Arrestato un 40enne dopo l’ennesimo litigio

L’arresto dell’operaio accusato di maltrattamenti in famiglia
L’arresto dell’operaio accusato di maltrattamenti in famiglia

La situazione, con il passare degli anni, era diventata ormai insostenibile nella villetta di Cerea dove fino a domenica la coppia viveva assieme con tre figli minorenni. E tutto a causa di continue discussioni per futili motivi che, in qualche occasione, sarebbero sfociate anche nella violenza fisica, costringendo la donna a ricorrere alle cure del Pronto soccorso. Ma finora la 40enne, di origini marocchine come il marito, non aveva mai trovato il coraggio e la forza di denunciare i maltrattamenti che subiva da tempo in famiglia. E si limitava a sopportare in silenzio come ha confessato ai carabinieri che, l’altra sera poco dopo mezzanotte, l’hanno accompagnata al «Mater salutis». Al termine dell’ennesimo litigio, in cui è rimasta ferita, si è rifugiata infatti da una vicina. E ha preso la decisione che aveva continuamente rinviato nei mesi scorsi. Forse nel disperato tentativo di proteggere i suoi tre ragazzi, rispettivamente di 11, 14 e 17 anni, e di salvare un’unione sempre più traballante. La donna, convinta di non poter sopportare oltre i soprusi e il clima di prostrazione che scandivano le sue giornate, ha chiamato così il 112 e sul posto si sono precipitate una pattuglia della stazione cittadina con i colleghi del Nucleo operativo e Radiomobile di Legnago. Una volta al sicuro, ha raccontato ai militari cosa le era successo tra quelle mura domestiche dove, in base alla sua testimonianza, i diverbi, le urla e le scenate, scatenati il più delle volte da questioni di gelosia, erano diventati ormai una dolorosa costante. Come l’altra sera quando E.K.A., rientrato dopo una passeggiata, è andato su tutte le furie dopo che la donna gli ha chiesto spiegazioni su un messaggio ricevuto dall’uomo sul telefonino lasciato a casa. Quindi l’operaio ha dato in escandescenze e ha iniziato ad inveire contro la consorte. Fino ad afferrarla per un braccio mentre i figli facevano da scudo alla madre. La 40enne, per divincolarsi dalla morsa del marito che continuava a strattonarla, ha fatto cadere a terra un vaso di vetro. E, nel tentativo di sottrarsi alla furia incontrollabile dell’uomo, ha calpestato alcuni cocci appuntiti ferendosi ai piedi. Terrorizzata e dolorante è riuscita alla fine a scappare dall’abitazione e a farsi aiutare da una vicina prima dell’intervento dei carabinieri. La donna, medicata all’ospedale di Legnago, è stata dimessa in nottata con una prognosi di 30 giorni. Nel frattempo suo marito veniva accompagnato in caserma e poi trasferito al comando dell’Arma di Legnago dove, su disposizione del magistrato di turno, ha trascorso la notte in camera di sicurezza. Ieri, l’operaio è comparso in tribunale a Verona: il giudice Camilla Cognetti l’ha rimesso in libertà disponendo nei suoi confronti il divieto di dimora a Cerea e il divieto di avvicinarsi alla moglie e ai luoghi frequentati dalla donna. L’udienza è stata rinviata al prossimo 8 gennaio.

STE.NI.
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