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04.03.2018

Barista rapinata con la scossa Ustionata da pungolo elettrico

Il bar (a destra) gestito dalla 43enne e la galleria dove è stata rapinata con un pungolo elettrico DIENNEFOTO
Il bar (a destra) gestito dalla 43enne e la galleria dove è stata rapinata con un pungolo elettrico DIENNEFOTO

Hanno aspettato che uscisse dal bar che gestisce con il marito in via Calcara, alla prima periferia di Cerea. E non appena ha infilato la galleria che, all’interno dello stesso complesso commerciale-residenziale conduce al suo appartamento situato sul lato opposto, è stata rapinata da due individui che le hanno strappato la borsetta contenente l’incasso della giornata. Con un’arma tra l’altro insolita, finora mai utilizzata nella Bassa, che ha provocato all’esercente ustioni ad una gamba, fortunatamente di lieve entità: un pungolo elettrico, che genera scosse in grado di stordire e immobilizzare persone o animali. Sono stati attimi di terrore quelli vissuti l’altra sera da M.G., una commerciante cinese di 43 anni, che è finita al Pronto soccorso dopo una disavventura da brividi che farà sicuramente fatica a dimenticare. L’AGGRESSIONE. Erano da poco passate le 21 quando la donna, conosciuta da tutti in città come Melissa, è uscita dalla caffetteria «Red», che si affaccia lungo la Regionale 10. Quindi, mentre suo marito Bruno - così i clienti hanno ormai tradotto il nome impronunciabile riportato sui documenti - era rimasto a sistemare il locale dopo la chiusura, è entrata nella Galleria Brennero, uno dei passaggi che collegano i negozi del centro commerciale ai condomini sovrastanti. Ma non è riuscita a salire in casa dove l’aspettava per cena la figlia 17enne. Quel percorso abituale, di appena un centinaio di metri, venerdì si è trasformato di punto in bianco in un incubo per la malcapitata 43enne. Fatti pochi metri, è sbucato infatti un uomo con il volto travisato che, approfittando dell’assenza di persone in circolazione in quel dedalo poco illuminato, l’ha aggredita alle spalle. A quel punto, M.G. ha avvertito immediatamente un dolore lancinante alla coscia, simile ad una bruciatura. A provocarlo potrebbe essere stato un dispositivo impiegato solitamente per ammansire e catturare il bestiame. Anche se non è escluso che si trattasse di un vero e proprio «Taser», una pistola elettrica illegale in Italia che, anziché proiettili, «spara» scosse capaci di immobilizzare le vittime di turno. LA RAPINA. Sta di fatto che, a prescindere dall’arma impiegata, la 43enne è rimasta inizialmente come paralizzata. E non solo dalla paura, ma anche da quella scarica che le avvampava la gamba. Proprio in quel momento è spuntato un complice, nascosto dietro ad una colonna. E, con uno strattone, ha cercato di sfilare la borsa dal braccio di Melissa. La quale però, dopo essersi ripresa dalla scossa, ha cercato di opporsi con le tutte le forze che le rimanevano in corpo. Tanto da essere scaraventata a terra e da venire trascinata per alcuni metri prima che i due rapinatori riuscissero ad impossessarsi della borsa dove custodiva oltre duemila euro. I SOCCORSI. Mentre i due uomini si dileguavano dal retro del complesso, le urla e le richieste di aiuto della barista hanno attirato l’attenzione di un vigilante in servizio nel vicino supermercato, che ha dato l’allarme. Sul posto si sono precipitati i carabinieri di Gazzo e Cerea con i colleghi del Nucleo operativo e Radiomobile di Legnago, che hanno avviato immediatamente le ricerche. Ma dei banditi non c’era ormai più traccia. G.M., dolorante e sotto choc, è stata invece trasportata in ambulanza al Pronto soccorso dell’ospedale di Legnago dove è stata sottoposta ad accertamenti. Poco prima di mezzanotte, la 43enne, alla quale sono stati riscontrati un’ustione di primo grado alla coscia e un trauma contusivo alla spalla, è stata dimessa con una prognosi di sette giorni. Gli uomini del capitano Lucio De Angelis hanno avviato le indagini per risalire agli autori di una rapina che ha riportato la paura tra i ceretani dopo un periodo di tranquillità sul fronte della sicurezza. Indizi preziosi alle indagini potrebbero arrivare sia dai rilievi svolti dal Norm che dalla visione dei filmati ripresi dalle telecamere di videosorveglianza. Intanto, ieri, mentre la moglie era in convalescenza, il marito ha incassato la solidarietà di numerosi clienti diventati ormai amici della coppia. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Stefano Nicoli
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