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12.01.2018

Altolà ad eventi Gender «Sindaco, cambia rotta»

Marco Franzoni
Marco Franzoni

L’Arcigay di Verona scrive al sindaco Marco Franzoni chiedendogli di rivedere la decisione di non concedere il patrocinio ad iniziative pro Gender. La decisione maturata lo scorso dicembre dalla maggioranza di centrodestra capeggiata dalla Lega nord e da una lista civica, eletta alla guida del municipio lo scorso giugno, è stata contestata dalla presidente del circolo veronese Laura Pesce. «Il Comune di Cerea», scrive Pesce a nome del direttivo dell’associazione, «negherà il patrocinio alle associazioni e agli enti che, secondo un metodo di valutazione poco chiaro, saranno ritenute promotrici della cosiddetta ideologia del Gender». «Non sappiamo quante iniziative pro ideologia Gender si siano svolte nel corso degli anni a Cerea al punto da giustificare una tale delibera adottata d’urgenza», prosegue il documento, «ma sappiamo invece che in passato ce ne sono state alcune a senso unico organizzate in Area Exp senza nessun dibattito in contrapposizione. Ossia quelle promosse proprio dall’amministrazione comunale con la presenza di associazioni e persone, come l’avvocato Gianfranco Amato ed il professor Massimo Gandolfini, che hanno fatto dell’omo-bi -transfobia la loro professione». Entrambi gli appuntamenti, tenutisi nel 2015 all’epoca della Giunta guidata dall’ex sindaco Paolo Marconcini, di cui Franzoni è stato tra l’altro vicesindaco sino a pochi mesi dalla fine del secondo mandato, avevano attirato molto pubblico, in particolare genitori ed insegnanti delle scuole dell’obbligo. «Da diversi anni la narrazione che queste persone offrono», prosegue la lettera di Pesce, «è quella di una presunta censura della libertà d’opinione nel caso d’introduzione anche in Italia di una legge contro i crimini d’odio o contro l’omo-bi-transfobia. Simili leggi, che esistono già in molti Paesi occidentali, tutelano le persone Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transgender) da violenze, emarginazione e discriminazioni di ogni forma». «Speranzosi che nel 2018 ci sia un netto cambio di rotta da parte dell’amministrazione Franzoni», termina Pesce, «restiamo a disposizione per iniziative e collaborazioni per una Cerea più aperta ed inclusiva». Le richieste dell’Arcigay non trovano però nessuna apertura da parte del sindaco, il quale ribadisce: «Non daremo nessun patrocinio ad iniziative favorevoli all’ideologia Gender». «Questa lettera», rincara la dose il primo cittadino, «è solo l’ennesima scontata strumentalizzazione. L’amministrazione ha già ribadito di lottare contro qualsiasi tipo di discriminazione e di aver rispetto per l’orientamento sessuale di ogni individuo, ma è nostro dovere preservare la famiglia e contrastare le folli teorie Gender». •

Francesco Scuderi
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