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06.12.2017

«Gender? Il Comune non concederà il patrocinio»

Il sindaco Marco Franzoni in Consiglio comunale
Il sindaco Marco Franzoni in Consiglio comunale

Francesco Scuderi Il Comune di Cerea negherà il patrocinio ad eventi promossi da associazioni che sostengono l’ideologia gender. Nell’ultimo consiglio comunale, la maggioranza di centrodestra, composta da una civica e dalla Lega Nord, ha promosso e ottenuto la modifica dell’articolo 8 del regolamento per la concessione del patrocinio comunale agli eventi realizzati nella città del mobile. Il precedente testo, nel punto cambiato, prevedeva che chi richiedeva il patrocinio dell’amministrazione «dovesse utilizzare, nell’elaborazione dei testi, un linguaggio inclusivo dei due generi, pur nel rispetto della funzionalità del messaggio, evitando termini ed espressioni che possano rivelarsi, direttamente o indirettamente, offensivi dell’identità di genere». Il riferimento al «genere», secondo l’attuale maggioranza, presentava una serie di dubbi su cui il sindaco Marco Franzoni e la sua squadra hanno deciso di intervenire per fare chiarezza. Con gender si intende l'appartenenza a uno dei due sessi dal punto di vista culturale e non biologico. Il nuovo testo, infatti, fa riferimento esplicito ai sessi, maschi e femmine, tralasciando l’orientamento sessuale della persona. «Su Facebook», ha osservato il vicesindaco Lara Fadini, «esistono ben 58 tipologie diverse di genere come bigender, transessuale, fluido, agender, intersessuale e molte altre». «Per noi», ha proseguito Fadini, «esiste la famiglia, ci sono maschio e femmina, rispettiamo l’identità dei due sessi e non condividiamo quella di genere». Dai banchi dell’opposizione è arrivata seduta stante la provocazione del capogruppo della «Coccinella», Paolo Bruschetta, che ha chiesto se ad un ipotetico concerto a Cerea di Tiziano Ferro - il noto cantante che ha dichiarato apertamente di essere gay - sarebbe stato dato il patrocinio. La replica di Fadini è stata affermativa. Quindi, per l’interprete di «Valore assoluto» non ci sarebbe alcun problema. A chiarire il perché della modifica al regolamento ci ha pensato poi il sindaco. «Se ci saranno iniziative a sostegno dall’ideologia gender, promosse da associazioni o da altri enti, a quelle negheremo il patrocinio», ha chiarito. Sulla teoria gender, da qualche anno, c’è un acceso dibattito. Da un lato, ci sono i contestatori dell'ideologia in questione, descritta come una teoria che vuole negare o cancellare la diversità tra maschi e femmine. Dall’altro, si schierano invece i difensori che sottolineano invece l’esistenza di studi scientifici di genere, che hanno contribuito in modo significativo alla riduzione, a livello individuale e sociale, dei pregiudizi e delle discriminazioni basati sul genere e l'orientamento sessuale. Al momento delle dichiarazioni di voto, Bruschetta e la collega Alessia Rossignoli hanno deciso di uscire dall’aula, ritenendo l’argomento «troppo delicato e trattato in maniera confusa». «È imbarazzante che l’amministrazione si occupi di questi temi», ha aggiunto Rossignoli, «esistono gli studi di genere, che non sono un’ideologia come qualcuno da tempo prova a strumentalizzare». È rimasto invece al proprio posto il consigliere di «Nuova Alba» Milko Cavaler, che ha votato contro il provvedimento lamentandone «l’inutilità e assurdità». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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