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19.08.2018

Violenza sessuale sulla 18enne Al setaccio i video in zona sagra

Posti di blocco e controlli nella Bassa per individuare il giovane che ha tentato di violentare una 18enne
Posti di blocco e controlli nella Bassa per individuare il giovane che ha tentato di violentare una 18enne

I carabinieri della compagnia di Legnago non stanno mollando la presa nelle indagini sulla violenza sessuale ai danni di una diciottenne , verificatasi nella notte tra domenica e lunedì in una sagra nella zona dell’Adige Guà. Una traccia fondamentale per identificare chi ha aggredito la ragazza è la descrizione fornita dalla stessa vittima ai militari dell’Arma. Non si sa, però, se è stato disegnato un identikit ora a disposizione dei militari. Così come non è ancora emerso se è già spuntato qualche testimone in grado di raccontare agli investigatori la presenza di personaggi sospetti subito dopo la violenza sessuale tra la sagra e dintorni. Un altro capitolo interessante è rappresentato dalle telecamere. In questi giorni, i carabinieri hanno passato al setaccio i video degli occhi elettronici posizionati vicino alla sagra nel tentativo di venire a capo di un volto o di una targa di un auto, riconducibile alla violenza sessuale, avvenuta al termine della serata di domenica poco dopo le una. I militari dell’Arma in questo momento continuano a mantenere il massimo riserbo sull’andamento delle indagini anche per non pregiudicare eventuali passi in avanti fatti per identificare l’aggressore della ragazza. Non si sa nemmeno se il giovane alto un metro e ottanta ha parlato e se la ragazza ha riferito di un qualche accento utilizzato dal suo aggressore durante la violenza sessuale. Dopo l’aggressione di una settimana fa, qualcuno ha alzato il dito sul dispositivo di sicurezza, attuato alla festa svoltasi la scorsa settimana. A tal proposito, era stata la stessa Prefettura a dare una serie di indicazioni da adottare per prevenire reati anche in funzione anti terroristica già dallo scorso anno. È evidente che la sera dell’aggressione qualcosa non ha funzionato nel sistema di controllo. Come già ricostruito dai carabinieri, la giovane vittima operava come volontaria in uno stand della sagra ed era uscita dallo stand per telefonare poco dopo le una. Una volta terminata la chiamata, la ragazza stava per rientrare alla festa quando è stata aggredita dallo sconosciuto. Sono stati momenti tremendi per la vittima che con una reazione disperata si è divincolata e ha evitato che l’aggressore le togliesse i pantaloni. Le sue urla disperate, le sue implorazioni di lasciarla andare rivolte all’aggressore non sono state sentite da nessuno a causa anche dell’alto volume della musica diffusa dalle casse della sagra. Una volta liberatasi dalla morsa del suo violentatore e tornata alla sagra in preda a paura e panico, ha lanciato subito l’allarme agli altri volontari. Si è poi sentita male ed è stata accompagnata a casa. Ha atteso qualche ora, però, prima di recarsi dai carabinieri e denunciare la violenza subita nella sagra della scorsa settimana. Si è recata nella caserma dei carabinieri con il padre e solo da quel momento sono scattate le indagini che tengono impegnati i carabinieri anche in queste ore. Non resta che attendere gli sviluppi dell’indagine anche perchè nella zona dell’Adige Guà si è diffusa una certa paura tra le donne per la presenza di un violentatore senza nome e ancora libero. •

G.CH.
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