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05.03.2018

Ultime patenti del vigile ai suoi allievi ciclisti

L’ex comandante dei vigili Giorgio Galetto  a un corso di sicurezza stradale per ragazzini
L’ex comandante dei vigili Giorgio Galetto a un corso di sicurezza stradale per ragazzini

Dopo mezzo secolo di sicurezza sulla strada insegnata in classe, Giorgio Galetto, ex comandante della polizia locale, in pensione da 15 anni, si congeda. L’antesignano della educazione stradale insegnata ai bambini consegnerà le ultime 150 patenti di «bravo pedone» e «bravo ciclista», in questi giorni agli alunni delle classi quinte. I genitori, e in qualche caso anche i nonni di questi bambini, hanno ricevuto un attestato analogo a partire dagli anni Settanta. Per tre generazioni di bovolonesi le visite in classe del comandante sono diventate una prima tappa per conoscere le regole di buona educazione e mobilità stradale: «Dopo tanti anni e tante esperienza», dice Galetto, «è arrivato il momento di congedarmi e il modo migliore per farlo è quello di dire un grazie a questi ragazzi che mi hanno dato tanto. A consuntivo di questo lungo e gratificante cammino ho calcolato che sono stati circa settemila gli alunni coinvolti, oltre duemila le ore trascorse con loro, più di quattrocento i giorni passati in classe». Il comandante Galletto esprime parole di gratitudine anche per tutti gli amministratori, sindaco e assessori, passati e presenti, e poi per gli insegnanti e il dirigente scolastico e naturalmente per i colleghi vigili, nella persona del comandante Marco Caciolari, per la preziosa collaborazione soprattutto in occasione delle uscite sul territorio comunale. Oltre alle lezioni di teoria in classe c’erano, nella bella stagione, lezioni di pratica per le vie e i piazzali del paese a piedi o in bicicletta. Alla base del progetto fin dalle origini c’era un’idea ben precisa di sicurezza, intesa come risultato di una maturazione per così dire etica, capace nel tempo di sviluppare nel bambino la figura del cittadino adulto autonomo e responsabile. Non solo norme da imparare ma uno stile di comportamento che pone al centro il rispetto per la vita e per la persona. «Bovolone aveva una viabilità problematica e i servizi affidati alla polizia municipale richiedevano grande impegno», racconta Galetto. «Riuscii a varare un piano per il traffico, realizzato con le ordinanze che prevedevano l’installazione della relativa segnaletica. Altrettanto importante era la consapevolezza che regole e comportamenti corretti in materia di traffico andavano fatti conoscere iniziando dai ragazzi, per aumentare la loro capacità di muoversi con maggiore sicurezza sul territorio. Così iniziò la collaborazione con la scuola primaria». «Dopo l’entrata in vigore dell’obbligo del patentino per la conduzione del ciclomotore la mia attività fu ampliata alle classi della scuola media». Il primo giorno all’inizio degli anni Settanta se lo ricorda ancora: «La prima volta che entrai in classe mi presentai in divisa e per rompere il ghiaccio con i ragazzi mi tolsi il cappello da vigile e lo misi in testa a un alunno. Non so bene da dove mi venne l’ispirazione: l’aula si riempì di ilarità e sorrisi, ero stato accolto nel loro mondo, ebbi la certezza che quella nuova esperienza nasceva sotto i migliori auspici». In tanti anni chissà quanti ricordi?: «Un’esperienza particolare fu quella in cui mi coinvolsero due assistenti sociali dell’allora Ulss 21», racconta Galetto, «chiedendomi di mettere le mie competenze al servizio di un gruppo di ragazzi, di età compresa tra i quindici e i venticinque anni, con problemi di diversa natura che potevano, grazie ai miei insegnamenti, acquisire maggiore sicurezza e autonomia nei loro spostamenti sul territorio. La ricordo con piacere. Dopo tante primavere lascio dunque questo impegno per il quale provo già nostalgia». •

Roberto Massagrande
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