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10.01.2019

Tariffa rifiuti più cara Opposizione all’attacco

Bidoni dei rifiuti: a Bovolone è scontro sugli aumenti della Tari
Bidoni dei rifiuti: a Bovolone è scontro sugli aumenti della Tari

L’aumento medio di un paio di euro nella bolletta dei rifiuti (Tari) del 2019 è diventato un «casus belli» in consiglio comunale al momento di approvare il piano finanziario di Bovolone Attiva, la società a capitale pubblico (60% Comune di Bovolone e 40% Amia), incaricata della raccolta rifiuti urbani. Il documento contabile è stato passato al setaccio dalle opposizioni che per la prima volta hanno anche mostrato, con delle slides proiettate in sala, la loro tesi. Una tesi così riassumibile: la tariffazione è al tempo stesso «cara e ingiusta» perché non fa pagare il rifiuto effettivo dal momento che è calcolata usando come parametri i metri quadrati dei fabbricati e il numero di residenti per famiglia. Le contestazioni, mosse in prevalenza dal Movimento 5 Stelle, hanno fatto proseliti dal momento che un esponente della stessa maggioranza, Enzo Buratto, da tempo in dissenso con la lista nella quale è stato eletto, si è astenuto, votando n difformità con la maggioranza. Gran parte delle critiche del M5S sono state formulate sulla base di confronti con i paesi limitrofi aventi analogo numero di abitanti. Critiche rintuzzare in sala civica dal direttore di «Bovolone Attiva», Davide Avanzo, il quale ha sottolineato che «a Bovolone la raccolta rifiuti ha un costo pro capite pari a 117 euro che rimane tra i più bassi rispetto non solo alla media nazionale (218 euro), ma anche nei confronti di quella nel nord Italia (186 euro). Avanzo, inoltre, ha messo in evidenza che la comparazione dei dati tra paesi con lo stesso numero di abitanti non basta a tirare le conclusioni. Sulle tariffe fissate infatti pesano anche i metri quadri edificati e la presenza di impianti di smaltimento che garantiscono sensibili vantaggi agli enti locali che possono così applicare tariffe più basse. La direzione di Bovolone Attiva suggerisce agli utenti come risparmiare qualcosa in bolletta: basterebbe passare al compostaggio in proprio dell’umido. Un’opzione di cui in paese stanno approfittando non più di 500 famiglie su 6mila. Il piano finanziario potrebbe migliorare anche se trovasse piena applicazione il decreto uno contro uno, ovvero uno scambio alla pari nuovo-contro-usato in occasione dell’acquisto di un elettrodomestico. •

Roberto Massagrande
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