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03.08.2017

Sul caso Casagrande
botta e risposta fra
opposizioni e assessore

Una seduta del Consiglio
Una seduta del Consiglio

Tutti contro uno. Tutta l’opposizione, i quattro gruppi che vanno dalla Lega Nord al Pd passando per il Movimento 5 Stelle e la lista Progetto Bovolone, ha firmato un comunicato congiunto che prende di mira un assessore della giunta Mirandola, Claudio Casagrande, criticando duramente il suo operato di assessore all’edilizia privata, visto il degrado urbano nel primo mandato, e chiedendone le dimissioni.

L’iniziativa è partita all’indomani di una seduta del consiglio comunale che ha fatto infuriare le minoranze, durante la quale Casagrande si è confrontato con tre dei quattro capigruppo. Il limite è stato superato – secondo i firmatari del comunicato - al momento della messa al voto della tanto attesa delibera di trasferimento della base aeronautica di via Baldoni dall’ agenzia del demanio al Comune. Il capogruppo della Lega nord Alessandro Minozzi ha chiesto - a norma di statuto - che la delibera venisse letta integralmente. L’assessore Casagrande ha ribattuto: «Preferisco dire quello che voglio io».

Solo dopo un’ interruzione della seduta i lavori sono proseguiti con la lettura integrale da parte di Vladimir Castellini, capogruppo della maggioranza. Poi Casagrande alle domande delle minoranze ha risposto di non ricordarsi, dopo la lunga lettura, cosa doveva dire.

Nel comunicato tutti i consiglieri di minoranza, Alessandro Minozzi e Flavio Bissoli Lega Nord; Enrico Scipolo e Lorenza Montagnoli M5S; Paolo Vangelista, Progetto Bovolone e Chiara Tessarolo Pd, condannano «l’atteggiamento irrispettoso delle più elementari norme democratiche» di Casagrande, accusandolo di essersi comportato così dopo aver chiesto più collaborazione.

«Di fronte a questa palese incapacità, siamo stupiti che gli sia stato confermato l’incarico e che l’assessore Casagrande sfoggi un’arroganza inversamente proporzionale ai risultati raggiunti sia come assessore, sia come numero di preferenze raccolte alle elezioni amministrative del 2016», sottolineando che l’assessore Casagrande percepisce un’indennità’ di 1.318,50 euro al mese e deve dare risposte ai cittadini rappresentati dalle minoranze. «Invitiamo l’assessore Casagrande a scendere dal piedistallo sul quale è salito e a fare un bagno di umiltà, dimettondosi dall’incarico».

L’assessore Casagrande respinge tutti gli addebiti: «Mai stato irrispettoso con nessuno, meno che mai nei confronti dei consiglieri comunali. Sei anni fanno da testimone. Sull’ acquisizione della base, grazie all’enorme lavoro del sindaco, la mia intenzione nell’ultimo Consiglio era di descriverne tutti i vantaggi, che sono molti, e le incognite, ma non ne vedo. La richiesta di dar lettura integrale della delibera escludeva di fatto ogni relazione e considerazione in merito». «Mi sono stati richiesti chiarimenti», aggiunge, «ma ho ritenuto la delibera talmente chiara che ho preferito non aggiungere altro. Sul degrado, è certo che c’è e non dipende da me, ci stiamo lavorando tentando di trovare una possibile soluzione con il piano degli interventi. Quanto all’indennità, preciso che percepisco 993,61 euro, con spese tutte a carico mio, non sono un dipendente, dedico il mio tempo e non il tempo del datore di lavoro. Per chiudere sul tema dimissioni: il sindaco mi ha riconfermato, preferendomi ad altri, il sindaco mi può sollevare dall’incarico, preferendo altri».RO.MA.

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