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03.04.2017

Sprar, altri no dalla Bassa
Ma a Bovolone una crepa

Richiedenti asilo ospiti di una struttura alberghiera
Richiedenti asilo ospiti di una struttura alberghiera

Il no alla gestione diretta dei richiedenti asilo (Sprar), dichiarato da sindaco Emilietto Mirandola e dagli assessori di Bovolone al termine di un incontro pubblico organizzato dall’amministrazione nel palazzetto le Muse in gennaio, è stato ribadito in consiglio comunale dalla maggioranza della lista Mirandola Sindaco, bocciando una mozione sui richiedenti asilo presentata dal Movimento 5 Stelle che chiedeva alla Giunta di aderire allo Sprar.

La maggioranza ha potuto contare anche sul voto dei due consiglieri leghisti seduti nei banchi dell’opposizione, ma ha mostrato, per la prima volta, un segno di cedimento: se non una rottura, un’ incrinatura. Enzo Buratto, l’ex vicesindaco ed ex assessore al bilancio del primo mandato di Mirandola, ora semplice consigliere, senza nessuna delega dopo la rinuncia alla carica di presidente del Consiglio comunale che ha tenuto per un paio di mesi dopo le elezioni amministrative della primavera 2016, al momento della discussione e della messa al voto si è infatti alzato e si è seduto tra il pubblico. Un gesto notato da tutti i presenti, ripreso dalla webcam che trasmette in diretta le sedute.

Buratto è tornato a sedersi in Consiglio subito dopo la votazione. Il no allo Dprar è passato senza dibattito, dopo la lettura integrale della mozione dal parte di Scipolo che ha elencato i possibili vantaggi dell’adesione, hanno fatto seguito le dichiarazione di voto dei capigruppo che si sono limitate a un «favorevole» - M5S, Pd e Progetto Bovolone (4 voti) - e «contrari», maggioranza e Lega Nord (11 voti).

NELLA STESSA SERATA Buratto aveva preso la parola ma per dare ragione all’opposizione, facendo dell’autocritica sulla mancata realizzazione della pista di skateboard promesse sei anni fa in seguito alla richiesta del Consiglio comunale dei ragazzi. Non solo, ha criticato anche la conduzione della seduta del presidente che ha preso il suo posto. Fabio Gioso, ricordando che le opposizioni sommano un numero di voti superiore a quello della stessa maggioranza e meritano maggior attenzione e rispetto.

L’episodio non è passato inosservato al Movimento 5 Stelle: «Enzo Buratto, con l'onestà intellettuale che lo contraddistingue, ha richiamato la sua maggioranza a mantenere le promesse fatte negli scorsi anni e in campagna elettorale», hanno sostenuto dopo il consiglio in un comunicato rimarcando il fatto che anche in un’altra seduta Buratto si era dissociato dalla sua maggioranza allontanandosi al momento della votazione. E’ successo per la mozione M5s per la scuola elementare di Villafontana e così pure nel voto al bilancio di previsione. Non solo Buratto era uscito anche al momento della votazione sull’adeguamento delle indennità di sindaco e assessori.

«Sullo decisione dello Sprar non sono stato coinvolto e per questo non ho votato. Al momento sono l’unico che non ha deleghe, il mio appoggio ci sarà se verro coinvolto», ha concluso Buratto tenendo la porta aperta a una ricucitura.

Roberto Massagrande
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