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27.02.2018

Scrutatori alle Politiche Scontro in maggioranza

Orfeo PozzaniEnzo Buratto
Orfeo PozzaniEnzo Buratto

È rimbalzata fino in consiglio comunale, dove è stata però smorzata con decisione dal sindaco Emilietto Mirandola, la polemica scoppiata nei giorni scorsi a Bovolone sulla nomina di alcuni figli di consiglieri e assessori tra i 108 scrutatori ai seggi elettorali del 4 marzo. «Sgombriamo il campo da questi discorsi, i problemi della città sono altri», ha tagliato corto il sindaco rispondendo all’ex assessore Enzo Buratto, da tempo ai ferri corti con la maggioranza di cui fa parte, che è tornato sulla vicenda, ricordando che le direttive della Giunta erano ben altre: «tra gli scrutatori potevano esserci figli di amministratori o dipendenti comunali ma a patto che la commissione elettorale fosse d’accordo all’unanimità». Così non è stato: nel verbale si legge infatti il disaccordo di Buratto messo nero su bianco dopo una burrascosa commissione durata ore. Mirandola ha insomma «tirato le orecchie» un po’ a tutti, chiedendo al presidente del Consiglio Fabio Gioso, di proseguire i lavori senza ulteriori divagazioni. Fuori dall’aula, però, nessuno è riuscito però a stoppare la voglia di ribattere. L’assessore Orfeo Pozzani, che ha presieduto la commissione elettorale e che era stato chiamato direttamente in causa da Buratto per la nomina di suo figlio, non è disposto a lasciar correre, soprattutto dopo aver visto i nomi dei segretari di seggio, nominati dai presidenti, designati a loro volta dalla Corte d’Appello di Venezia. «Tra questi c’è il figlio di Buratto», rimarca Pozzani, «e ho capito perciò molte cose. Perché ad esempio Buratto ha rifiutato in commissione di far inserire il nome di suo figlio. Avevo anche suggerito di annullare tutto e di sorteggiare i nomi, ma la mia proposta non è stata accettata. Il presidente di seggio che ha nominato il figlio di Buratto mi risulta essere suo cognato ed era già successo nel 2016. Non ho niente di personale, ma per me è chiaro che il figlio di Buratto è uscito dalla porta per poi rientrare dalla finestra. È questa la correttezza?». La replica di Buratto non è tardata ad arrivare: «La mia era un’obiezione sull’opportunità della nomina di parenti dei membri della commissione. Mio figlio è entrato per nomina del presidente, fatta su base fiduciaria, e non porta via il posto ad un altro scrutatore, io non ho avuto alcun ruolo. Non ho voluto che mio figlio venisse nominato da una commissione della quale facevo parte». Si fa intanto strada la convinzione di adottare la prossima volta il metodo del sorteggio. •

Roberto Massagrande
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