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21.02.2018

Scrutatori alle Politiche È scontro sulle nomine

Enzo Buratto
Enzo Buratto

I contrasti che da mesi si susseguono in consiglio comunale tra gli esponenti della maggioranza di Bovolone si sono ripetuti in commissione elettorale. Si allarga così la frattura tra Enzo Buratto, assessore e vicesindaco nel primo mandato del sindaco Emilietto Mirandola, rieletto con il pieno di preferenze ma rimasto senza deleghe nel secondo mandato, e i suoi colleghi di maggioranza. Tali restano infatti dal momento che Buratto non è passato all’opposizione rifiutando il ruolo di «yes man» e rivendicando il diritto di esprimere il disaccordo ogni volta che se ne presenta l’occasione. La nuova battaglia ruota attorno alle nomine di alcuni scrutatori per le elezioni politiche del prossimo 4 marzo. Niente da eccepire sul piano della legalità, ma molte perplessità sul piano dell’opportunità. Almeno di certe designazioni, in particolare quelle di due familiari di amministratori, figli rispettivamente di un consigliere e di un assessore, oltre che di una candidata non eletta della lista «Mirandola Sindaco». In commissione, formata da tre consiglieri, due di maggioranza e uno di minoranza, ai quali si aggiunge il presidente, erano tutti d’accordo di evitare la nomima degli scrutatori con sorteggio tra l’elenco degli elettori, preferendo quella basata su alcuni criteri. Ovvero di dare priorità a studenti senza reddito e a persone disoccupate. Buratto ha contestato tre nomine su 108 scrutatori, (54 titolari e 54 riserve) chiedendo che venisse verbalizzato il suo dissenso in merito ai seguenti nomi: Elena Evangelisti, appartenente alla lista di maggioranza come consigliere comunale non eletta; Alberto Fakes, poiché figlio del consigliere maggioranza Boulos; Giovanni Pozzani, figlio dell’assessore Orfeo nonché componente della commissione elettorale stessa. «Vorrei mettere in chiaro che la mia non è una contrarietà a prescindere», precisa Buratto, «ma sono in commissione da sette anni ed è la prima volta che assisto ad una cosa del genere». I motivi del suo dissenso sono messi nero su bianco nel verbale: «Pur non eccependo nulla sulla moralità delle persone votate dichiaro il mio disaccordo, in quanto sarebbe stato opportuno non votare persone facenti parte di nuclei familiari con persone che lavorano». L’assessore Orfeo Pozzani, che presiedeva la commissione su delega del sindaco, ha replicato: «Non possono sussistere discriminazioni nei confronti di iscritti all’albo con legami di parentela con persone che ricoprono cariche amministrative. I nomi che ho fatto riguardano studenti nati negli anni 1997-’99 scelti per sensibilizzare il loro senso civico». Copia del verbale è stato inviato al Prefetto, al Procuratore della Repubblica e al Presidente della commissione elettorale circondariale. •

Roberto Massagrande
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