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02.01.2018

Rondò in zona industriale Stop a disagi e lunghe file

L’incrocio sulla provinciale dove verrà realizzata la rotatoria
L’incrocio sulla provinciale dove verrà realizzata la rotatoria

Roberto Massagrande Una nuova rotonda all’entrata della zona industriale di Bovolone, sulla provinciale per Verona. È la sorpresa sotto l’albero fatta dalla Giunta del sindaco Emilietto Mirandola ai bovolonesi che reclamavano da tempo la messa in sicurezza di un incrocio pericoloso e trafficato: l’opera è stata inserita nel piano triennale dei lavori pubblici allegato al bilancio preventivo del 2018. Il documento contabile è stato approvato dal consiglio comunale nell’ultima seduta utile prima di Natale: era da nove anni che il bilancio non veniva approvato entro il 31 dicembre a causa di lungaggini ed incertezze dovute all’iter in Parlamento della legge finanziaria che non permetteva di conoscere con certezza i trasferimenti statali. La nuova rotatoria, che comporterà una spesa di 120mila euro, andrà a modificare la viabilità a tre corsie in prossimità della zona industriale, eliminando un incrocio a raso situato in curva, che nelle ore di punta tiene impegnato un agente di polizia locale. Si tratta, pertanto, di un’opera non procrastinabile, che non sarà messa tuttavia in cantiere prima del 2019. Il progetto non è piaciuto a tutti. È stato infatti criticato dal M5S, che ha proposto di utilizzare i 120mila euro in questione per l’efficientamento energetico o per la nuova scuola primaria di Villafontana. Critiche sono arrivate anche da Enzo Buratto, consigliere di maggioranza, riguardo anche il fatto che la realizzazione delle nuove elementari della frazione, per importo è di un milione e 600mila euro, è prevista per il 2020. Non saranno, infatti, brevi i tempi per ridare una sede scolastica a Villafontana rimasta senza plesso dopo la perizia antisismica che ha dichiarato inagibile l’immobile esistente. Al momento del voto, Buratto si è astenuto in polemica con i suoi colleghi. L’ex assessore al Bilancio della prima Giunta Mirandola, prima dell’alzata di mano, ha sottolineato le condizioni d’isolamento nel quale si è venuto a trovare all’interno della maggioranza in quanto è escluso da un anno dalle riunioni del gruppo e non viene convocato alle riunioni dei capigruppo perché non è passato all’opposizione. Quello approvato è un bilancio che, in particolare, vede ridotte al minimo due voci di uscita. In primo luogo, il costo sui mutui, mai così leggero come negli ultimi anni in quanto non ne sono stati più accesi e parecchi di quelli stipulati sono stati estinti anticipatamente. Sensibile anche la riduzione del costo del personale dopo gli ultimi pensionamenti, avvenuti senza rimpiazzo a causa del blocco delle assunzioni. Il bilancio non prevede poi aumenti tariffari: la Tari (rifiuti) rimane invariata e così pure la Tasi (illuminazione, manutenzione strade, cura del verde pubblico ed altro) almeno per le utenze domestiche, mentre ci sarà un leggero ritocco alle tariffe per le imprese in seguito a una riparametrazione resasi necessaria dopo alcuni recenti fallimenti. Il M5S ha presentato due emendamenti mirati a convertire la maggiorazione delle indennità di sindaco e assessori, in tutto 6mila euro, e i fondi per un addetto stampa, 15mila euro, in un capitolo di spesa per garantire il diritto alla casa agli sfrattati. Entrambi sono stati bocciati. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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