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27.12.2018

Ospedale di comunità pronto ad aprire

Una stanza del nuovo ospedale di comunità in procinto di entrare in funzione al «San Biagio»
Una stanza del nuovo ospedale di comunità in procinto di entrare in funzione al «San Biagio»

Anche l’ultimo tassello, con il via libera definitiva della Regione, è andato a posto. E l’ospedale di comunità potrà così entrare in funzione a Bovolone. Tuttavia è slittato a data da destinarsi il taglio del nastro. Tanto che il rinvio dell’inaugurazione già fissata per venerdì 28 dicembre - messo nero su bianco dal vicesindaco Florindo Bernardini - rinfocola, sotto l’albero di Natale, la polemica tra gruppi consiliari sul nuovo reparto, che sarà ospitato all'interno dell'ospedale San Biagio, accanto a quelli già operativi di lungodegenza e riabilitazione. La realizzazione della nuova struttura sanitaria di fascia intermedia, ovvero per pazienti non acuti, è stata resa possibile grazie all’accordo tra Ulss 9 Scaligera e Casa di risposo San Biagio, la quale, lo scorso marzo, ha messo a disposizione per un anno il reparto appena ristrutturato per un suo ampliamento interno. L’accelerata definita è stata poi impressa dal contributo di 150mila euro messo a disposizione, la scorsa estate, dal Comune di Bovolone. L’attivazione, pertanto, è imminente. Mancava solo l’ultimo tassello, ossia la delibera di accreditamento della Regione Veneto, che è finalmente arrivata giovedì scorso, come assicurano dall’Ufficio comunicazione dell’Ulss 9 Scaligera. Di certo, il reparto è completato ed è pronto ad accogliere i pazienti dell’Azienda sanitaria, al massimo 23 persone. Anche gli infermieri e gli operatori sanitari necessari, rispettivamente sette e 12, sono stati già reclutati ma a cura della direzione della Casa di riposo. In base all’accordo concluso, la direzione sanitaria dell’Ulss 9 verserà 109,99 euro al giorno per ogni paziente ricoverato nell’ospedale di comunità. Insomma, manca solamente il primo ingresso. Ad aggiudicarsi la gara è stata un'associazione provvisoria di imprese costituita dalle cooperative Promozione lavoro di San Bonifacio, Cercate di Verona ed Emmanuel di Bovolone. Un reclutamento per la durata di un anno, il tempo necessario all’Ulss 9 di ristrutturare un altro reparto del San Biagio, al quarto piano, dove trasferire l’ospedale di comunità da gestire a quel punto con il proprio personale. Questa modalità è finita al centro di una contestazione sindacale da parte di Cgil e Uil. Anche i medici necessari, gli stessi in servizio alla lungodegenza, sono pronti a farsi carico del servizio. Il Movimento 5 Stelle non ha perso l’occasione di tornare su un bersaglio che è nel mirino del gruppo consiliare pentastellato da un paio di anni, denunciando dopo i ritardi e le inadempienze della Regione anche presunte irregolarità nella procedura di affidamento dell'ospedale di comunità. Tanto da paventare il dubbio che l’apertura possa slittare ancora. Il sindaco Emilietto Mirandola conferma la revoca dell’invito di inaugurazione ma puntualizza: «Qui si confonde il rinvio del taglio del nastro con l’attivazione del reparto, che ormai è certa e non subirà ulteriori rinvii. Io stesso avevo posto la condizione di inaugurare la struttura solo dopo il ricovero dei primi pazienti. Quindi aspettiamo, ormai è questione di giorni». Anche il presidente della Casa di riposo, Enzo Leardini, si mostra ottimista: «É tutto pronto ma prima di prendere in cura un paziente ci voleva l’accreditamento, adesso è arrivato. Tra i primi pazienti ci potrebbero essere anche alcuni ospiti della stessa Casa di riposo, bisognosi di cure e assistenza dell’ospedale di comunità per le loro condizioni di salute». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Roberto Massagrande
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