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03.01.2019

«Nomina il vicesindaco e non lo dice» Lega e Progetto attaccano il sindaco

Il sindaco Emilietto MirandolaIl leghista Alessandro Minozzi
Il sindaco Emilietto MirandolaIl leghista Alessandro Minozzi

Bilancio approvato sì, ma con i banchi dell’opposizione semi deserti. È stato questo lo scenario che è apparso nell’ultima seduta del consiglio comunale, convocata per venerdì 28 dicembre, alle 19.30. Una seduta nella quale due gruppi consiliari, dei quattro seduti all’opposizione, ovvero la Lega e la lista civica «Progetto Bovolone», hanno deciso di non partecipare per protesta, mentre gli altri due partiti d’opposizione, Movimento 5 Stelle e Pd, erano regolarmente al loro posto in aula. Dopo il plateale abbandono della seduta consiliare di due mesi fa, sempre da parte della Lega e della lista civica, ecco ora la diserzione dal consiglio: un’assenza preannunciata in un comunicato dove si contestavano le convocazioni in giorni ed orari considerati «incompatibili» con la partecipazione del pubblico, ad esempio il sabato mattina o nei giorni feriali ma all’ora cena. E così, i consiglieri leghisti Alessandro Minozzi e Flavio Bissoli, assieme a Paolo Vangelista della civica, non hanno partecipato alla corsa contro il tempo della maggioranza che fa capo al sindaco Emilietto Mirandola per approvare entro il 31 dicembre il bilancio di previsione 2019. Una corsa considerata inutile dalla Lega dopo la pubblicazione, lo scorso 7 dicembre, di un decreto che spostava i termini di approvazione al 28 febbraio. Su questo punto, però, la maggioranza ha ribadito che l’approvazione dei conti entro il 31 è comunque vantaggiosa. Ad essere preso di mira dai due gruppi, sempre più in rotta, è in particolare il sindaco Mirandola, accusato «di poca trasparenza nella gestione e irriguardoso nei confronti del consiglio, dal momento che non ha informato i consiglieri di aver nominato, a luglio, il vicesindaco e assessore Florindo Bernardini». Insomma, i rapporti tra maggioranza e una parte dell’opposizione sono sempre più esacerbati e il dialogo è interrotto. Venerdì scorso, in apertura di seduta, il sindaco ha parlato di «pretesto politico per non venire in consiglio», ed ha aggiunto: «La modalità di nomina del vicesindaco è rimasta la stessa. Dal 2016 la delega di vicesindaco viene assegnata a rotazione agli assessori, senza comunicazioni in consiglio. Quella di Bernardini, ad esempio, dura da luglio ma non è detto che sia definitiva». Il bilancio è stato comunque approvato. Il documento contiene previsioni di nuovi investimenti per un milione e mezzo di euro cosi ripartiti: 200mila euro per la base militare; 300mila euro per le piste ciclabili; 500mila euro per interventi antisismici nelle scuole; 500mila euro per manutenzione stradali e asfaltature. Gli investimenti sono subordinati alla vendita di alcuni terreni che aspettano da anni un compratore. Molto critico sulla modalità di finanziamento l’ex assessore al Bilancio Enzo Buratto, eletto nella lista «Mirandola sindaco» ma in aperto dissidio con la sua ormai ex maggioranza. Per il resto, il bilancio conferma le aliquote dei tributi locali e tutte le tariffe, fatta eccezione per un aumento medio di due euro all’anno per la raccolta rifiuti. Confermate agli stessi livelli anche le spese fisse, come quelle per il personale, le rate dei mutui, le utenze e gli oneri contrattuali. Tra le voci di entrata, ci sono: il contributo regionale per l’edificio scolastico di Villafontana, pari a due milioni e 950mila euro; l’alienazione di aree comunali per un milione e 660mila euro, permessi di costruire per altri 150mila, concessioni cimiteriali per 100mila euro. È stata tenuta inoltre una porta aperta da parte della maggioranza circa l’eventuale accensione di nuovi mutui: una scelta in controtendenza rispetto gli ultimi anni. •

Roberto Massagrande
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