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14.09.2017

Lavoro ai disagiati
Niente più posti
da operai del verde

Potatura di alberi: una delle mansioni affidate ora ad una ditta
Potatura di alberi: una delle mansioni affidate ora ad una ditta

Appalto per la gestione del verde comunale con strascico di polemiche a Bovolone. Il servizio di manutenzione delle aree verdi e lo sfalcio dei cigli stradali è stato infatti affidato, per i prossimi tre anni, ad un’azienda agricola locale, dei fratelli Fiorio, dietro un compenso di 65 mila euro l’anno. Il M5S si è subito fatto sentire chiedendo assunzioni di lavoratori svantaggiati, ma ha avuto una risposta negativa, sulla base di motivazioni giuridiche, addotte dalla segreteria generale.

Ad essere criticato, infatti, è il fatto che il bando del Comune non garantisce l’impiego di persone svantaggiate. Il servizio, da una quindicina di anni a questa parte, veniva affidato direttamente alla cooperativa di solidarietà sociale «La Tartaruga» che assumeva per 8 mesi all’anno un paio di dipendenti, non sempre gli stessi, scegliendoli tra persone con disabilità certificate e su segnalazione dei servizi sociali. Il tutto sulla base di quanto disposto da una legge nazionale del 91, da una successiva legge regionale del 2006 e infine da una delibera di Giunta del Veneto. Un modo per dare occupazione a persone in difficoltà: «Un inserimento lavorativo è preferibile rispetto ad un sostengo economico contributivo, perché più rispettoso della dignità della persona», hanno sostenuto i consiglieri grillini Enrico Scipolo e Lorenza Montagnoli.

Il problema è stato sollevato in Consiglio comunale con un’interrogazione presentata dai 5 Stelle che ha avuto una risposta scritta molto articolata dell’ufficio di segreteria che in sintesi dice: «La recente normativa sugli appalti prescrive il ricorso a un bando sul mercato europeo della pubblica amministrazione (Mepa) quando gli importi superano i 40 mila euro; non prevede l’affido diretto e ripetuto a una cooperativa sociale. Nel bando non si può chiedere, a chi si aggiudica la gestione del verde, la doppia clausola di assumere personale locale e l’appartenenza alle categorie svantaggiate. Per fare ciò, ci vorrebbe un bando riservato a cooperative sociali di tipo B».

La cooperativa che prima si occupava del servizio, potrà contare su qualche subappalto, ma si tratta di occupazioni brevi e non ci sono più i margini per assunzioni di 8 mesi di un paio di lavoratori in condizioni svantaggiate. In chiusura del dibattito, il sindaco Emilietto Mirandola ha dichiarato: «Abbiamo fatto di tutto per dare una mano alle cooperative locali di tipo B, ma ci siamo scontrati con questa normativa che ci ha fatto andare in gara, perché l’affidamento diretto non può essere ripetuto», ha concluso ricordando che non sono gli amministratori a firmare i bandi.

Roberto Massagrande
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