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14.03.2019

Lacrime, ricordi e applausi per Nadia

Il funerale dell’assessore celebrato in Duomo  DIENNEFOTOL’ingresso del feretro, accolto dai sindaci, nella chiesa parrocchiale
Il funerale dell’assessore celebrato in Duomo DIENNEFOTOL’ingresso del feretro, accolto dai sindaci, nella chiesa parrocchiale

Il Duomo di Bovolone ha faticato a contenere ieri mattina, giornata di lutto cittadino, le centinaia di persone arrivate a dare l’ultimo saluto a Nadia Cortiana: l’assessore all’Istruzione della Giunta del sindaco Emilietto Mirandola, strappata improvvisamente sabato notte all’affetto della sua amatissima famiglia in seguito all’aggravarsi di una malattia che le ha stroncato la vita a soli 55 anni. Nadia, come ha ricordato il parroco don Cristiano Tezza, «oltre che assessore era al tempo stesso figlia, sorella, moglie, madre e nonna». E accanto al feretro, in un ultimo straziante abbraccio, c’erano suo marito Maurizio Mantovani, i suoi quattro figli, i cinque nipoti, la gemella Marzia e la mamma Angela, 85 anni compiuti a febbraio, che si è fatta accompagnare al funerale della figlia in sedia a rotelle dalla vicina casa di riposo San Biagio dove è ospite. Una presenza che ha fatto capire dove Nadia avesse preso le inesauribili energie che tutti le riconoscevano, in famiglia come nel suo ruolo pubblico. Nei primi banchi della parrocchiale si potevano contare una quindicina di fasce tricolori, tra sindaci e assessori arrivati dai paesi limitrofi, oltre a rappresentanti dell’amministrazione provinciale e di svariate associazioni, alcune con i loro gonfaloni. E poi c’era il mondo della scuola, per cui l’assessore si era spesa senza risparmio durante il suo mandato in municipio, e l’intera classe del suo ultimogenito, Filippo, appena 15enne. Nell’omelia, don Cristiano ha sottolineato l’importanza della disponibilità per il prossimo e il valore del tempo donato per gli altri, doti che caratterizzavano Nadia. Protagonista del momento più toccante della cerimonia è stato suo figlio Filippo, che in questi giorni di grande dolore ha trovato la forza di affidare a un foglio bianco tenere e sincere parole non solo di saluto per la mamma, ma anche di conforto per la nonna e di affetto per il papà. Una lettera commovente letta in chiesa al termine del rito. Filippo ha confessato che chiamava assessore la mamma quando voleva prenderla un po’ in giro. Ha raccontato come la madre sia riuscita nella tragica notte di sabato, malgrado la sofferenza e il dolore, a togliergli la lacrima dal viso che gli stava scendendo mentre le chiedeva scusa. Nadia gli ha risposto: «Niente scuse. Tieni duro e soprattutto no grippar. La lacrima ha smesso di scendere e come il sole del mattino è spuntato il sorriso». «Ciao assessore», ha concluso Filippo. Ricordi che hanno rigato di lacrime i volti dei molti presenti in una chiesa gremita che ha ascoltato in silenzio le parole del ragazzo prima di sciogliersi in un grande applauso. Una testimonianza di quanto mamma Nadia tenesse al suo ultimogenito, che purtroppo non potrà vedere diventare uomo, si trova nella sua pagina Facebook, in un post di auguri inviati in occasione dell’ultimo compleanno del ragazzo: «Al mio amore, 15 anni di te con me. Sei la mia quarta meraviglia», aveva scritto, chiamandolo anche, forse per prenderlo in giro, «lo zio Filippo», dal momento che dopo l’arrivo di cinque nipotini, dai 2 ai 9 anni, era diventato lo zio di tutti. Le tante persone partecipanti al funerale hanno visto infine il sindaco Mirandola trattenere a stento il pianto mentre tratteggiava il ricordo dell’assessore Cortiana letto a nome di tutta l’amministrazione comunale. Poi la benedizione alla bara e infine sul sagrato il momento degli abbracci, per far sentire tutto il calore e il sostegno della comunità a una famiglia provata dal lutto e da un vuoto incolmabile per la grave perdita subita. Una famiglia pronta comunque a fare propria la raccomandazione della mamma nei momenti duri: «Mai molar, via i fazzoletti, ce la faremo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Roberto Massagrande
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