CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

12.06.2018

La città perde la grande memoria: Massagrandi

Luigino Massagrandi, morto domenica a 85 anni
Luigino Massagrandi, morto domenica a 85 anni

Bovolone ha perso una sua colonna: Luigino Massagrandi, presidente onorario in carica e tra i fondatori della Pro Loco è morto domenica, a poche settimane dai suoi 86 anni. Massagrandi lascia, dopo 58 anni di matrimonio, la moglie Rita, 2 figli e 4 nipoti. La notizia si è diffusa rapidamente nel pomeriggio festivo e i messaggi di cordoglio si sono moltiplicati e propagati in internet. I funerali saranno oggi, alle 15.30, in duomo. Fino al giorno del malore, il 15 maggio, Luigino era nella sede della Pro Loco, il tempo di firmare il suo ultimo articolo per il numero di maggio della rivista «La Rana». Luigino per tutta la vita si è portato appresso un cognome sbagliato: a causa infatti di un errore di grafia, all’anagrafe anziché Massagrande fu registrato come Massagrandi ed era l’unico dei tre fratelli con un diverso patronimico. La sua famiglia ha fatto parecchio per la comunità: il padre Severino fu presidente dell’ente fiera mentre i fratelli Giancarlo e Gianni, entrambi deceduti, hanno lasciato il segno nei rispettivi ambiti di attività: Giancarlo era agricoltore e cultore delle tradizioni mentre Gianni era un apprezzato artigiano ed artista del legno. Luigino era un impiegato dell’ex-Ulss 27, ma soprattutto ha sempre portato avanti, un decennio dopo l’altro, l’impegno della riscoperta e valorizzazione storica e culturale del paese d’origine. Un anno fa, al culmine di una vita dedicata alla promozione culturale, ha ricevuto il titolo di Cavaliere della Repubblica. Ciò che gli viene riconosciuto è di aver fatto scoprire e amare Bovolone anche ai bovolonesi. Massagrandi, che non è mai entrato in politica, ha però ricoperto incarichi, a livello nazionale, nell’Unpli e nella Fiasp, la federazione sport popolari. Era infatti un appassionato maratoneta, fondatore della marcialonga di San Biagio, oggi abbinata alla Fiera. Suo l’impegno per far ottenere a Bovolone la qualifica di Città e perché aprisse l’ufficio di informazioni turistiche, nonché perché fosse installata, nel 2000, la Pietra Storica, un lastrone di 7 quintali che ripercorre la storia della comunità, a partire dall’età del bronzo. Si è prodigato per reperire i fondi necessari ai lavori di restauro della Pieve di San Giovanni e per gli scavi archeologici. È riconducibile a Luigino la rassegna di presepi. È riuscito a cambiare i nomi dei palazzi più importanti di Bovolone, prima chiamati col nome dell’ultimo proprietario, riassegnandogli il nome delle famiglie di origine: villa Scipioni è diventata Palazzo Vescovile e l’ex municipio è tornato ad essere palazzo Corte Salvi. Massagrandi ha portato notorietà a Bovolone: uno scorcio del paese è finito sulla copertina delle Pagine Gialle della provincia scaligera; della sua città è andato a parlare alle reti nazionali, partecipando a «Uno Mattina» e ad una puntata dedicata ai borghi su Radio Rai International. Tra le ultime sua fatiche, a novembre, quella di aver fatto luce sulle origini della Pro Loco con un articolo ricco di nomi dei protagonisti e con rare foto. Ha inoltre recuperato alcuni reperti filmati che hanno permesso di montare un inedito documentario di 33 minuti. Come qualcuno ha scritto «Bovolone ha perso una grande persona e un uomo speciale». •

Roberto Massagrande
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1