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22.08.2017

L’ addetto stampa
divide il Consiglio
Il M5S va all’attacco

In consiglio comunale a Bovolone scoppia la polemica sul costo del nuovo ufficio stampa che la Giunta del sindaco Emilietto Mirandola intende attivare al più presto. Una scelta criticata dai due consiglieri del M5S, che hanno proposto di destinare i fondi stanziati per il servizio di informazione al settore sociale. Sul punto, i pentastellati si sono mostrati nettamente contrari e, al momento del voto, sono stati appoggiati da altri due gruppi di opposizione, il Pd e la lista civica «Progetto Bovolone». Sulla questione, il quarto gruppo di minoranza, la Lega Nord, si è invece astenuta mentre la lista di Mirandola ha votato compattamente per il servizio.

Il confronto in aula si è consumato sullo stanziamento di 22mila euro, in occasione della manovra di assestamento di bilancio, così suddivisi: 8mila per il 2017 e gli altri 14mila per il 2018, finalizzati per l’appunto ad attivare «un servizio di informazione dell’attività dell’ente, che sarà affidato a un professionista». Sul punto, il M5S aveva presentato un emendamento, giudicato sostenibile dai revisori dei conti dal punto di vista degli equilibri di bilancio, con il quale chiedeva di destinare l’importo a favore del diritto alla casa in considerazione anche del gran numero di sfratti esecutivi. «È uno spreco di risorse mentre per il sociale si fa fatica a trovare i fondi», ha detto il capogruppo Enrico Scipolo.

Il capogruppo di maggioranza Vladimir Castellini ha espresso sulla proposta dei «grillini» il parere contrario del gruppo senza però entrare nel merito della scelta. «Siete in tanti consiglieri, un comunicato stampa può essere fatto a turno e il problema è risolto, noi facciamo così», ha aggiunto Scipolo. «È una nostra scelta», ha ribattuto il sindaco, «ma i soldi non li prendiamo dal sociale, dove stiamo facendo tutto il possibile. Riteniamo di stanziare una somma, che poi non è così alta, per avere più trasparenza. Non è propaganda, non siamo in campagna elettorale. Attualmente, manca un filo diretto tra amministrazione e cittadini».

Roberto Massagrande
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