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09.01.2019

Il treno veloce salta Bovolone, è protesta

La stazione ferroviaria di Bovolone: il nuovo treno regionale veloce non ferma in paese DIENNEFOTO
La stazione ferroviaria di Bovolone: il nuovo treno regionale veloce non ferma in paese DIENNEFOTO

Il treno regionale veloce snobba Bovolone e tira dritto in stazione senza fermarsi. L’attivazione di due nuove corse quotidiane nella tratta ferroviaria Verona-Legnago-Rovigo si è rivelata per i bovolonesi una doccia gelata. Ed è stata una brutta sorpresa anche per la stessa Giunta comunale, che ha scoperto tardi, e indirettamente, la sgradita novità. Inutile dire che in paese monta già la protesta all’indomani dell’introduzione dell’atteso servizio partito lunedì 7 gennaio. Un malcontento del quale si è fatto subito interprete il sindaco Emilietto Mirandola. Il nuovo servizio regionale, attivato a cura di Sistemi Territoriali spa, prevede che la prima e ultima corsa nei giorni feriali, con partenza da Rovigo alle 5.08 e ritorno alla sera da Verona alle ore 20.40, si trasformi in un treno «espresso» che copre la distanza in un tempo oscillante tra gli 82 e i 90 minuti. L’assessore regionale ad Infrastrutture e Trasporti, Elisa De Berti, nel presentare il servizio lunedì ha parlato di «trasporto rivolto più a chi deve spostarsi verso le grandi città che ai pendolari, passeggeri diretti alle coincidenze per la grande velocità o per qualche volo». Insomma un treno diretto che durante il percorso fa solo quattro fermate: Badia Polesine (Rovigo), Legnago, Cerea e Isola della scala, saltando le altre sei stazioni che sono, oltre a quella di Bovolone, Costa di Rovigo, Fratta Polesine, Lendinara, Castagnaro, Villa Bartolomea e Buttapietra. Tra i sei centri esclusi, Bovolone è il più popoloso e, con i suoi 16mila abitanti, supera di gran lunga il secondo Comune tagliato fuori, ossia Lendinara, che supera gli 11mila residenti. Il sabato e la domenica gli orari cambiano: il primo treno alla mattina parte dal capoluogo polesano un’ora dopo, alle 6.08, e ritorna dalla città scaligera un’ora più tardi, ma le fermate restano le stesse. Non appena la tabella con il nuovo orario è apparsa sabato 5 gennaio sui social, pubblicata nella propria pagina Facebook dello stesso assessore Elisa De Berti - accompagnata dal seguente messaggio «Domani partirà il nuovo servizio con le due coppie di treni diretti sulla Rovigo-Verona» - qualcuno ha notato che la stazione di Bovolone era affiancata da un trattino che nella grafica dell’orario identificava uno degli scali «scavalcati» dal treno. Al laconico e incredulo commento di un primo bovolonese, che ha postato «E Bovolone?», l’assessore De Berti ha risposto: «Se è veloce non può fare tutte le stazioni, altrimenti diventa lento. Hanno fatto una valutazione in base all’utenza. Siamo sempre in tempo a cambiare». Il sindaco Mirandola, lunedì pomeriggio, ai social ha preferito il telefono per contattare direttamente l’assessore De Berti, manifestarle il suo «pieno dissenso» ed avviare un primo confronto. «Ho fatto presente all’assessore», riferisce il primo cittadino, «che la soluzione adottata non ci va affatto bene. Siamo già tagliati fuori dalla viabilità su gomma, così come siamo senza strade. Anche se ci fosse un solo passeggero il treno deve fermarsi». «L’assessore», aggiunge Mirandola, «mi ha rassicurato che si tratta di un servizio ancora in fase sperimentale e che quindi non c’è niente di definitivo. Mi auguro si faccia al più presto una valutazione per introdurre i primi aggiustamenti, certo così come è concepito non mi piace per niente». Eppure, le ultime annunciate novità sulla tratta Verona-Rovigo, nota per il suo triste primato di essere tra le 10 peggiori a livello nazionale, avevano fatto nascere non poche aspettative e riacceso speranze tra gli utenti della ferrovia. Tanto più dopo il risanamento esterno della stazione, avvenuto la scorsa estate, con l’abbellimento delle quattro facciate coperte da uno spettacolare murales artistico, commissionato a cura e spese di RFI spa. È stata confermata dalla Regione - lo ha ribadito lunedì la stessa De Berti - la volontà di eliminare i passaggi a livello nella tratta: ce ne sono 61 pubblici e altri 19 privati. E di procedere con l’elettrificazione del binario Cerea-Bovolone-Isola della Scala. C’è inoltre motivo per vedere presto realizzata la tettoia a riparo dei passeggeri, che è già stata autorizzata dall’ufficio tecnico comunale. Ma sui tempi non ci sono indicazioni ne certezze di sorta. I pendolari sono chiamati perciò a portare ancora tanta pazienza. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Roberto Massagrande
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