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16.07.2017

Il M5S accusa il sindaco
ma lui dice: «Demagoghi»

L’ondata di sfratti - ne sono stati annunciati una dozzina - riaccende la polemica tra il M5S e il sindaco Emilietto Mirandola, preso direttamente di mira con l’accusa di «piangere lacrime di coccodrillo».

«Il sindaco», sostengono infatti Enrico Scipolo e Lorenza Montagnoli, del M5S, «anche stavolta dice di poter fare poco per risolvere i problemi dei cittadini. Invece potrebbe fare molto per queste famiglie». I consiglieri ricordano che le loro proposte di aumentare gli stanziamenti a favore delle famiglie in difficoltà e per il «Fondo diritto alla casa» sono state entrambe bocciate dalla maggioranza. Quindi contestano le priorità perseguite dalla maggioranza, «colpevole di aver aumentato lo stipendio della Giunta e del presidente del Consiglio, di aver pagato consulenze e messo in cantiere asfaltatura di strade bianche». Rinfacciano inoltre al sndaco Mirandola la mancata rinuncia al trattamento di fine mandato (pari 13.700 euro) e quantificano gli aumenti della indennità di assessori e sindaco in complessivi 7000 euro all’anno, «importi che sarebbero sufficienti a pagare tre anni di affitto ad altrettante famiglie in ristrettezze economiche», sostengono.

Contestano, infine, la soluzione proposta dalla Giunta alle famiglie sfrattate, che divide madri e figli dal papà, invocando l’applicazione della legge 184/1983 sul «Diritto del minore ad una famiglia». E ricordano anche che, in altri Comuni, qualcosa è stato invece fatto: Nogara, 11 nuovi alloggi, Villafranca 26, Cerea 7 alloggi ristrutturati ed altri 10 in costruzione e a Legnago ce ne sono 11 in costruzione.

Più dura del solito la risposta del sindaco Mirandola: «I consiglieri del M5S dovrebbero essere più obiettivi, invece denigrano gratuitamente raccontando frottole. Del resto, come amministratori sono dei buoni a nulla, impreparati, fanno solo demagogia. Ci vogliono far apparire come una casta, ma non è così. Ci vuole più serietà e buon senso, cosa che loro non hanno. Stipendi e trattamenti di fine rapporto sono fissati dalla legge e sono lordi, non netti, come vogliono far credere. La rinuncia non mi sembra il modo migliore di fare beneficenza. Dicono che in altri paesi sono stati costruiti alloggi, ma è stata l’Ater ad averli programmati. Ci contestano», conclude il primo cittadino, «asfaltature di strade bianche forse perché non abitano in periferia ma chi ci risiede non è cittadino di serie b e a Bovolone ce ne sono moltissime in questo stato. Quanto agli appartamenti ne abbiamo tre per l’emergenza abitativa, ma chi ci entra non se ne va più e l’assistenza in strutture protette è riservata a donne e bambini. Li a partecipare al Consiglio: i consiglieri M5S sono mancati per ferie, noi eravamo tutti presenti».RO.MA.

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