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10.02.2019

Finti tecnici dell’acqua truffano due anziani

Truffa del frigorifero: a Bovolone due anziani sono stati convinti a riporre oro e soldi nel congelatore
Truffa del frigorifero: a Bovolone due anziani sono stati convinti a riporre oro e soldi nel congelatore

La «banda del frigorifero» ha colpito anche a Bovolone. Allungando così la preoccupante sequenza di truffe di cui agli inizi del mese avevano già fatto le spese una 82enne di Villa Bartolomea e un pensionato di Sona, tratto in inganno da due finti addetti del gas che gli hanno sottratto 5mila euro per poi fuggire dopo averlo spintonato a terra. A Bovolone, invece, sono entrati in azione due sedicenti tecnici dell’acqua. I quali, questa settimana, hanno preso di mira due coniugi, rispettivamente di 72 e 66 anni, ai quali hanno rubato, con un raggiro analogo, oro e soldi. Il colpo, che ha riacceso l’allarme truffatori nella Bassa, è avvenuto giovedì intorno all’ora di pranzo, in una casa singola situata in una traversa di via Caltrane. Il tutto ad opera di malviventi di aspetto distinto, vestiti elegantemente e che parlavano un italiano fluente. Uno dei complici - erano almeno due uomini secondo la testimonianza fornita degli anziani, ma uno è rimasto in strada a fare da palo - è riuscito a farsi aprire il cancelletto dalla signora spacciandosi per un addetto dell’acquedotto. Una richiesta che inizialmente non ha insospettito la donna anche perché la famiglia riceve regolarmente la visita di incaricati per la lettura dei contatori, accessibili non dalla strada bensì dal cortiletto interno all’abitazione circondata da un fazzoletto di terra. Una volta entrato, è scattato un piano già collaudato in altri Comuni della provincia. Un canovaccio rimasto nitidamente impresso nella memoria della 66enne: «Dopo aver dato un’occhiata al contatore, il finto tecnico è entrato in cucina dove stavo preparando il pranzo, sostenendo che aveva riscontrato un problema». «Mio marito», prosegue la pensionata, «era in casa anche lui ma si trovava in un’altra stanza. L’uomo mi ha detto che andava aperto un rubinetto del bagno perché c’era il sospetto di un’infiltrazione nella falda che contaminava l’acqua. A quel punto ho aperto il rubinetto e in effetti ho sentito un odore sgradevole, che mi ha fatto anche tossire forte. Solo più tardi mi sono resa conto che aveva spruzzato in aria qualcosa. Tanto che ho incominciato a non capire più nulla e ho assecondato il falso tecnico che mi chiedeva di collaborare per risolvere subito il guasto». Quindi la signora aggiunge: «Mediante una radiolina appesa alla giacca si è messo in contatto con quello che ha fatto credere essere un tecnico specializzato, chiedendo un intervento di sanificazione delle tubature guidato dall’esterno, forse con una sonda». Ed è stato a quel punto che la 66enne è caduta in trappola. «Dopo qualche minuto di attesa», confida la donna, «l’uomo mi ha riferito che, per la buona riuscita dell’operazione, l’oro e il denaro presenti nel raggio di tre metri creavano come un effetto calamita e andavano perciò messi in un sacchetto e riposti nel congelatore per isolarli. Ero sempre più confusa ed ho eseguito quello che mi ordinava di fare». Dopo qualche minuto, la 66enne si è insospettita e si è messa in contatto con i vicini per chiedere se a casa loro era tutto a posto. Nel frattempo, però, il truffatore si era già allontanato indisturbato. «Mio marito, che ci sente poco e non si è accorto di quello che stava accadendo», aggiunge la malcapitata, «mi ha poi riferito che l’uomo si era allontanato assieme al complice che indossava un berretto simile a quello dei vigili». L’amare sorpresa la signora l’ha avuta quando ha aperto il frigo e si è accorta che non c’era più niente. «Allora», continua nel racconto la 66enne, «ho realizzato che ero stata truffata. Perciò ho chiamato subito i carabinieri che si sono precipitati a casa e hanno raccolto la denuncia. Adesso siamo rimasti senza un soldo, nel sacchetto avevo messo tutto quello che avevamo in casa, compresi gli spiccioli». Fortunatamente i documenti e la carta Postepay non rimasti al loro posto. «Per noi», assicurano i coniugi raggirati, «sarà duro arrivare a fine mese senza che qualcuno ci aiuti» Non appena allertate, le forze dell’ordine hanno provato a rintracciare i truffatori ma la banda si era già allontanata dal paese. La truffa con la tecnica dei soldi riposti nel congelatore si aggiunge ad altri espedienti adottati da tempo nella nostra provincia: il trucco dello specchietto rotto, quello dei parenti lontani che si rifanno vivi o di chi si spaccia per un amico per sfilare gioielli e orologi con la tecnica dell’abbraccio. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Roberto Massagrande
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