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21.12.2017

Fermo da un anno «l’eco mostro» ripartirà da zero

Il  cantiere edile, da un centinaio di appartamenti, di via Ormaneto
Il cantiere edile, da un centinaio di appartamenti, di via Ormaneto

Roberto Massagrande Servirà un Piano degli Interventi per proseguire nel completamento dell’«eco-mostro» di via Ormaneto: il Piano dovrà essere presentato all’ufficio tecnico dalla società proprietaria del terreno e solo così potrà riaprire il cantiere edile per un centinaio di appartamenti che sono in attesa di essere ultimati ormai da una decina d’anni. La novità è emersa in Consiglio comunale, a 11 mesi dall’annuncio della firma del concordato preventivo che ha evitato il fallimento e ridato la speranza di veder ultimato il complesso edilizio di quattro piani fermo al palo da tempo. Il caso del «mostro ecologico» - così è stato definito dallo stesso sindaco Emilietto Mirandola nell’ultima seduta consiliare - è tornato alla ribalta in risposta ad alcune interpellanze presentate dal M5S con le quali veniva sollevato più in generale il tema del degrado urbano, dovuto anche alla presenza, in centro, di alcuni vecchi edifici abbandonati, con facciate e grondaie pericolose per l’incolumità dei pedoni. L’accordo siglato a gennaio tra la società «Zaffiro Immobiliare Sas», del nogarese Renato Pasetto, i creditori e due istituti di credito disposti a finanziare il completamento degli appartamenti e dei negozi sottostanti, con 6 milioni di euro, è rimasto infatti, per tutti questi mesi, solo su carta. L’attuazione dell’accordo doveva avvenire con tempi brevi, monitorati dal tribunale e cadenzati da relazioni semestrali, al fine da mettere in vendita gli appartamenti e ripagare i debiti con il ricavato. Invece, in Consiglio comunale è trapelato che uno dei due istituti era la Banca Popolare di Vicenza e ciò ha provocato il ritardo di un altro anno nelle opere. L’assessore all’Urbanistica Claudio Casagrande ha informato che c’è stato un incontro con la società edile a fine novembre e che i responsabili hanno confermato l’intenzione di andare avanti col progetto edilizio grazie alla disponibilità del gruppo Intesa che ha rilevato la Popolare di Vicenza. Sindaco e assessori hanno informato la società nogarese che il nuovo Pat ha declassato l’area in cui sorge il palazzo e reso quindi necessario contattare l’ufficio tecnico per trovare una soluzione, magari appunto con un Piano degli interventi. Insomma, per l’area serve una proposta di riqualificazione ambientale, oltre che di completamento, attraverso un accordo pubblico-privato. Si è saputo, inoltre, che l’unico intervento che è stato fatto nel 2017 nel cantiere è stata una bonifica, a luglio: si è trattato di una pulizia e di prosciugare l’acqua nelle cantine per contrastare il proliferare di topi nello stabile bloccato. La società Zaffiro si è detta disponibile - ha riferito l’assessore Casagrande - a permettere un sopralluogo e a preparare una bozza da proporre all’amministrazione comunale nei prossimi mesi. Il tema del degrado urbano ha tenuto banco per buona parte della seduta e nel dibattito innescato da un’ulteriore interpellanza del M5S sul mancato rispetto di un’ordinanza che imponeva all’immobiliare che ha rilevato l’ex Consorzio Agrario di via Roma un risanamento della facciata. Il sindaco Emilietto Mirandola ha proposto di adottare un nuovo regolamento per interventi più efficaci. Solo dopo ripetuti solleciti infatti la proprietà ha comunicato all’ufficio tecnico, nella stessa mattina della seduta consiliare, che aveva finalmente incaricato una ditta per l’ex Consorzio. C’è da dire che le norme in vigore sono insufficienti a indurre i negligenti a porre rimedio: la sanzione prevista per il mancato rispetto dei termini imposti dall’ordinanza non va oltre i 50 euro, da qui la proposta del sindaco di predisporre un regolamento ad hoc per intervenire in modo più incisivo con i proprietari. La proposta è stata accolta da Lorenza Montagnoli, consigliere M5S. •

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