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15.01.2019

Ex base, Comune unico proprietario

Uno degli ingressi dell’ex base aeronautica di Bovolone
Uno degli ingressi dell’ex base aeronautica di Bovolone

L’ex-base aeronautica, del 72° gruppo IT, di via Baldoni, acquisita dal Comune il 26 febbraio 2018, è stata riclassificata e, con una delibera del consiglio comunale, approvata a fine dicembre, è diventata parte del patrimonio indisponibile del Comune. LO SGOMBERO. Il procedimento, non appena sarà completato, permetterà prima di tutto al sindaco Emilietto Mirandola di intervenire d’autorità con un’ordinanza di sgombero - provvedimento già annunciato nella stessa seduta pubblica - che sarà emessa nei confronti dell’azienda agricola Strazzer la quale, all’indomani dell’acquisizione al Comune di Bovolone dei terreni e dei fabbricati, ha aperto un contenzioso con l’ente pubblico rivendicando diritti agrari sui terreni dell’aeronautica. Una vertenza che sta impedendo, di fatto, all’amministrazione comunale di entrare nel possesso effettivo degli oltre 30 ettari di terreno. In quasi un anno il Comune, infatti, vi ha organizzato una sola manifestazione, la «Festa degli aquiloni», non senza problemi e contrasti però col titolare dell’azienda agricola. INTERVENTI URGENTI. Come ha riassunto il sindaco Mirandola a febbraio, al momento della chiusura, l’ex base di lancio dei missili intercettori Nike Hercules, era entrata a far parte del patrimonio così detto «disponibile», una classificazione dell’immobile che ne rende possibile anche la vendita ai privati, ma con l’obbligo del Comune di versare il 25 per cento del ricavato allo stesso Demanio. La classificazione tra i «beni disponibili» poneva però la Giunta, ha riferito il sindaco Mirandola, sullo stesso piano giuridico di un privato e imponeva quindi di attendere la sentenza del giudice sulle rivendicazioni del contadino, al termine di un processo civile che potrebbe trascinarsi per anni. Troppo alto il rischio di dover restituire il terreno all’agenzia demaniale sulla base di una clausola che concede non più di tre anni di tempo ai Comuni per riqualificare il terreno dismesso. MURO CONTRO MURO. Nel suo intervento in consiglio, il sindaco Emilietto Mirandola ha svelato alcuni retroscena sconosciuti agli stessi consiglieri, escludendo per prima cosa l’ipotesi di un possibile dialogo con la controparte dopo che i titolari dell’azienda agricola hanno cambiato la serratura dei cancelli e il proprietario ha fatto arare il terreno, andando oltre il semplice diritto di sfalcio che aveva avuto in passato pagando un canone. Il primo cittadino ha definito quindi «abusiva» la presenza dell’azienda agricola, ribadendo quanto già affermato in altre occasioni, ovvero che il titolare era un semplice concessionario dello sfalcio e non un fittavolo dal momento che manca completamente un contratto agrario. PROGETTI SULLA BASE. Sulla ex base sono state avanzate intanto, nei mesi scorsi, delle manifestazione di interesse. Ne ha fatto riferimento in sala civica il responsabile dell’ufficio tecnico: tra le altre, la proposta di realizzare un circuito da usare per gare automobilistiche, uno spazio per la preparazione atletica di ciclisti su strada e la realizzazione di un poligono di tiro. Era stata inoltre ventilata l’ipotesi di trasferirvi la pista da motocross. La Giunta ha provveduto, nella stessa seduta, a stanziare in bilancio 2019 una prima somma pari a 200 mila euro da utilizzare per una eventuale bonifica: «L’eternit è stato portato via dalle base a cura delle forze armate, fino ad oggi non ci è stato possibile effettuare sondaggi per verificare se c’è dell’altro, dovrebbe essere rimasto solo materiale lasciato dai miliari», ha concluso il sindaco. •

Roberto Massagrande
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