CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

19.05.2017

«Cyberbullismo», una ricerca
dichiara guerra al fenomeno

«Cyberbullismo»: all’istituto Cappa parte una ricerca sul fenomeno
«Cyberbullismo»: all’istituto Cappa parte una ricerca sul fenomeno

Il «cyberbullismo» resta un fenomeno da conoscere di più per combatterlo meglio. Anche dopo il varo della legge, approvata l’altro giorno all’unanimità alla Camera dei deputati, che lo contrasta duramente mettendo a disposizione delle vittime nuovi strumenti di difesa. Partirà lunedì prossimo dall’Istituto comprensivo «Franco Cappa» di Bovolone una ricerca condotta dal Centro di ricerca per la filosofia e la psicoanalisi del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona in collaborazione con Jonas Verona, centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi. Un’associazione, quest’ultima, fondata da Massimo Recalcati, uno degli psicoanalisti lacaniani più noti in Italia, che svolge attività di supervisore clinico in diverse istituzioni sanitarie oltre che nel reparto di Neuropsichiatria infantile dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna. Il gruppo di ricercatori universitari ha l’obiettivo dichiarato di articolare una teoria individuale e sociale che spieghi il fenomeno del «cyberbullismo» a partire da una cornice teorico-filosofica-psicoanalitica.

L’istituto «Cappa», scelto su proposta del Comune di Bovolone, è una delle scuole più importanti della provincia di Verona per dimensioni, frequentata da oltre 1500 alunni, dai 6 ai 14 anni, tra elementari e medie inferiori. «Tutto è nato da una collaborazione avviata dal Comune con l’associazione Jonas», spiega Vladimir Castellini, capogruppo consiliare con delega alla Cultura, «che prevede alcune conferenze legate ad argomenti di importanza sociale. Da qui è nata l’idea di coinvolgere, tramite l’assessore Nadia Cortiana, il mondo della scuola che si è reso disponibile». Il dirigente scolastico, Francesco Rossignoli, e il corpo insegnanti hanno aderito e dato la loro piena disponibilità all’iniziativa. Hanno accettato di buon grado di essere centro di ricerca e sperimentazione per quella che viene definita una nuova emergenza sociale. Un fenomeno ancora privo di reali strumenti di lettura e di comprensione e verso il quale non si hanno finora delle indicazioni di intervento.

I giovanissimi usano troppo precocemente ed eccessivamente la rete. I dati della Commissione europea stimano che il 30 per cento dei ragazzi (17 per cento degli italiani) fra gli 11 e i 16 anni ha fatto esperienze legate all’uso esagerato della rete, trascurando gli amici, la scuola e persino il sonno. A fianco di tutto ciò è emerso il nuovo fenomeno, correlato allo stare su Internet, denominato «cyberbullismo»: sostanzialmente una forma di prevaricazione volontaria e ripetuta, attuata attraverso un testo elettronico, rivolta contro un singolo o un gruppo con l'obiettivo di ferire e mettere a disagio la vittima di tale comportamento, la quale non sa come difendersi.

Sono due le fasi di ricerca programmate alle «Cappa» con tecniche di indagine di tipo qualitativo, che prevedono una prima fase teorica con domande che spaziano dal potere di cattura dello schermo ai motivi di utilizzo di Internet. Seguirà poi una fase esplorativa che comporterà una discussione con i ragazzi delle medie bovolonesi che rappresentano la fascia di età, secondo le evidenze cliniche, in cui si trovano più a rischio di «cyberbullismo». Le metodologie scientifiche utilizzate produrranno poi una documentazione con risultati che verranno inoltrati agli insegnanti e ai genitori in due momenti separati. Questo per condividere e consentire un confronto libero e aperto su un tema particolarmente delicato. «Grande è l’interesse in città e non solo», si legge nella presentazione del progetto, «per questa importante ricerca, che rappresenta finalmente un primo passo in quella che si preannuncia una delle sfide campali nella sana e corretta formazione alla vita delle cosiddette generazioni digitali».

Roberto Massagrande
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Il progetto del traforo è stato ridotto (niente camion e una sola canna). Tu cosa faresti?
Facciamo il traforo corto
ok