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20.11.2018

Censite le corti rurali La prima risale al ’500

La cinquecentesca corte Ziletti, in località Campagne DIENNEFOTO
La cinquecentesca corte Ziletti, in località Campagne DIENNEFOTO

Tutte le 53 corti rurali di Bovolone sono state, per la prima volta, censite e catalogate in un volume che classifica anche le chiesette private dei maggiori proprietari terrieri del passato. L’opera porta la firma di Remo Scola Gagliardi, autore di numerose ricerche storiche. Il libro, intitolato «Bovolone, palazzi, chiese e corte rurali», verrà presentato dall’autore giovedì 22 novembre, alle 20.30, nell’Auditorium della biblioteca civica. Si tratta di un compendio degli edifici di interesse storico artistico e ambientale edificati dal Cinquecento alla seconda metà dell’800. Un pratico strumento di consultazione per studi e ricerche ma anche un’interessante guida per i cultori del territorio. In appendice è stato aggiunto un capitolo che completa il precedente volume dell’autore, «Bovolone scomparso» (2016), dedicato alla parte architettonica del centro abitato, che è andata perduta a causa di abbattimenti poco attenti alla salvaguardia di edifici di pregio architettonico avvenuti dal secondo dopoguerra fino alla meta degli anni ’80 per far spazio a lottizzazioni e cemento. Prima di questa ricerca le corti rurali non erano mai state catalogate, oggi sono indicizzate una per una sulla base di dati di archivio. Per ciascuna sono indicati il nome del primo proprietario, l’epoca di costruzione, il numero di campi, i passaggi di proprietà: tutti dati che non si trovavano neppure all’ufficio tecnico comunale. Le prime corti sono state edificate a partire dal ’500 e le ultime nell’’800, durante l’epoca del rinascimento agrario al quale aveva dato impulso la Serenissima dopo il declino del commercio dovuto alla scoperta del nuovo mondo e alle nuove rotte per l’Oriente. Alcune corti hanno la «casa da paron», ovvero l’alloggio padronale con i comfort dell’epoca, altre sono semplici «laorenzie» che ospitavano i mezzadri e i boari, ovvero i lavoratori fissi, mentre gli stagionali dimoravano in paese. Le corti erano quasi autosufficienti, complete di forno, cantina, stalle, «brolo» (l’orto per frutta e ortaggi), portico e fienile. La ricerca ha permesso di individuare la più antica corte che si trova in località Campagne, indicata come corte Ziletti, edificata nel Cinquecento e completa di torre colombara, nonché di individuare una sala a corte Marogna affrescata dal pittore veronese Saverio Dalla Rosa. •

RO.MA.
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