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24.01.2018

«Bilancio partecipativo, va cambiato»

Il tavolo occupato dalla Giunta in consiglio comunale
Il tavolo occupato dalla Giunta in consiglio comunale

Roberto Massagrande Bilancio partecipativo, così com’è non va: sarebbe troppo facile controllare il voto con il passa parola per le associazioni più organizzate e con tanti iscritti e va perciò cambiato. Sulla questione, sollevata in consiglio comunale a Bovolone dal sindaco Emilietto Mirandola, si sono detti d’accordo dai banchi dell’opposizione gli stessi esponenti del M5S. I quali, ormai cinque anni fa, avevano proposto di introdurre nello Statuto lo strumento in questione. Tuttavia, i pentastellati hanno sottolineato che l’istituto di partecipazione diretta del cittadino va migliorato ma non eliminato». Ad aprire il caso è stato lo stesso, il quale ha insinuato il sospetto che il voto con il quale vengono aggiudicati i fondi messi a disposizione in bilancio, 5mila euro all’anno, sia gestito da gruppi organizzati che partecipando in massa mettono tutti gli altri in minoranza. Nomi non ne sono stati fatti, ma i verbali della riunioni sono pubblici e risulta che sono state le associazioni contradali, ultima quella di San Pierino, ad aggiudicarsi i fondi. «Ho chiesto anche di togliere il bilancio partecipativo», ha detto Mirandola, «ma la mia richiesta non è stata accolta perché è stato inserito nello statuto e occorrerebbe modificarlo di nuovo». Mirandola ha reso pubblico il timore che il voto sia controllato da gruppi più o meno organizzati. Una condotta in linea teorica legittima ma che fatto penalizza altri soggetti, come le scuole o le associazioni culturali, con progetti più meritevoli, ma che non hanno però la capacità di mobilitare grandi numeri. Insomma ci sarebbe ben poco di autentico e di veramente democratico e partecipato. Anche dai banchi dell’opposizione sono arrivate mezze ammissioni. Per Enrico Scipolo, del M5S, «il giudizio rimane nel complesso positivo e andrebbe anzi aumentata la quota messa a disposizione in modo da far avere qualcosa anche a chi arriva secondo o terzo». Sulla stessa lunghezza d’onda Alessandro Minozzi della Lega: «È vero quando c’è da votare portano associati e amici, troviamo un diverso sistema di voto, con tematiche e modalità diverse, insomma teniamolo ma cambiamolo». In sala è arrivata anche una prima proposta, da parte di Scipolo, di indicare come beneficiai dei semplici gruppi di lavoro anzichè delle associani». •

Roberto Massagrande
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