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01.02.2018

Addio scuola calcio Figc Nuova bufera sull’«FC»

Gli impianti sportivi al centro della disputa tra le due società
Gli impianti sportivi al centro della disputa tra le due società

Si riaccende a Bovolone, a pochi mesi dal rinnovo della convenzione che scade a fine giugno, la polemica sul calcio giovanile, innescata tre anni fa dal contestato cambio di gestione dei campi da gioco di via Belvedere. Un avvicendamento che ha creato una frattura tra le due associazioni calcio presenti in paese. Il tutto con strascichi al fulmicotone scanditi da manifestazioni, proteste e denunce in tribunale. Da una parte, il Football Club Bovolone, diventato il nuovo gestore, dall’altra l’Acd Bovolone, che perse l’assegnazione e rimase senza campi da gioco. A rinfocolare la diatriba è stata la diffusione sui social network nei giorni scorsi di un comunicato della Federazione italiana gioco calcio (Figc), che inserisce il Football Club nell’elenco «Scuole calcio chiuse 2017-’18». Qualcuno ha subito parlato «di grande sconfitta calcistica per il paese», insomma la riprova di un insuccesso dei nuovi gestori. Di tutt’altro avviso i responsabili del FC che parlano «di rinuncia a un titolo, quello di scuola affiliata alla Figc, che in se non è garanzia di qualità». Insomma, la perdita di una qualifica che non compromette la qualità della scuola calcio, garantita da giovani laureati in Scienze motorie. «La società FC e la sua scuola calcio», ribatte Franco Marcon, responsabile del settore giovanile, «sono vive e vegete con 215 iscritti. Abbiamo ottenuto noi la qualifica della Figc, faccio notare che in tutta la Provincia ce ne sono solo quattro. Per mantenerla ci vogliono almeno quattro allenatori con patentino Uefa b: quest’anno ne abbiamo tre, uno in meno. Abbiamo preferito investire su una qualifica più elevata reclutando quattro ragazzi laureati in Scienze motorie che si aggiungono ai tre allenatori con patentino Uefa. In questo modo abbiamo offerto ai genitori una qualità direi superiore. Questi ragazzi hanno anni di studi universitari alle spalle e non un semplice corso di tre mesi. Siamo inoltre la prima società in tutto il territorio di Verona ad aver presentato ad inizio anno calcistico un Pof (Piano di offerta formativa) ai genitori». Quindi Marcon aggiunge: «Non abbiamo perso un iscritto, anzi in questi giorni abbiamo avuto nuove richieste da parte di ragazzi di altre società. E poi ci sono risultati positivi. Ci siamo qualificati nella fase Elite ci siamo aggiudicati la Coppa Disciplina e puntiamo all’accesso alle Regionali. Gli ultimi commenti pubblicati sui social sono fatti per metterci in cattiva luce a tre mesi dalla scadenza della convenzione». • RO.MA.

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